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I prossimi modelli di Samsung li controlleremo con la mente!

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Il titolo di questo articolo, volutamente esagerato, è in realtà meno ingannevole di quanto si possa pensare, a patto di allargare un po’ i nostri orizzonti oltre quelli del mercato consumer.

Samsung è infatti davvero al lavoro con i ricercatori dell’Università del Texas, per far sì che sia possibile interagire con smartphone e tablet grazie alla nostra mente, e non parliamo di telepatia, bensì di rilevare l’attività elettrica del cervello e tradurla in azioni concrete, come la selezione di un’icona. Prima di galoppare troppo con la fantasia però ci sono due cose da tenere a mente: anzitutto la scomodità dello strumento, che come potete intuire dall’immagine in alto non è certo cosa da poco; seconda di poi l’interazione che si ottiene, per quanto accurata all’incirca nel 90% dei casi, non è certo paragonabile a quella tattile in quanto a precisione e velocità di esecuzione, dato che in media gli utenti sono in grado di effettuare una selezione ogni 5 secondi.

Allargando quindi i nostri orizzonti, come dicevamo in apertura, è chiaro che questo sistema non sarà rivoluzionario (non nell’immediato almeno) nell’uso di tutti i giorni, ma potrebbe fare la differenza per i portatori di handicap o per chi ha problemi di motilità; in ogni caso i ricercatori del progetto affermano di essere al lavoro su un “cappellino da EEG” che sia meno intrusivo e più elegante, e chissà che in futuro non lo potremo indossare tranquillamente anche mentre passeggiamo per strada. Magari poco sopra al nostro paio di Google Glass.

 

 

 

 

Sony Honami: il super smartphone con ottiche CyberShot

sony booth

Pochi giorni fa abbiamo parlato di nuovi ipotetici smartphone Sony, tra cui un modello particolarmente attento al comparto fotografico. Oggi emergono nuove indiscrezioni in merito, che la stessa fonte afferma essere probabili al 60%: capirete quindi di doverle prenderle con il legittimo beneficio del dubbio.

Al di là dello smartphone in sé, Sony sembrerebbe intenzionata a coniare unnuovo sotto marchio, da affiancare alla linea Xperia, che rappresenti davvero il meglio del meglio di quanto il produttore nipponico ha da offrire, tanto per differenziare ulteriormente tali modelli dagli altri, a partire proprio dal nome.

Il primo membro di questa nuova famiglia si chiamerebbe Honami, un modello non ancora definitivo ma che dovrebbe diventarlo entro il mese in corso. Ovviamente elevate le specifiche in gioco: Snapdragon 800 a 2,3 GHz, 2 GB di RAM, schermo da 5″ Full HD, e batteria nell’ordine dei 2.700-3.000 mAh. Lo schermo in particolare rappresenterebbe una rottura rispetto a quelli finora impiegati, e la scelta orbiterebbe tra un pannello WhiteMagic di Japan Display, o uno con tecnologia Sharp IGZO.

Ma dicevamo appunto della fotocamera. Questa sarebbe costituita da un sensore CyberShot attorno ai 20 megapixel affine all’808 PureView di Nokia, accompagnata eventualmente da flash allo Xenon. Dulcis in fundo, Honami saràresistente anche ad acqua e polvere, come ormai da tradizione Sony.

L’azienda nipponica sarebbe intenzionata a svelarlo in estate o subito dopo, ma la tecnologia impiegata nella fotocamera di Honami non vedrà probabilmente la luce sui modelli della concorrenza, come invece successo finora con gli altri sensori prodotti da Sony. Tutto ciò ovviamente se prestiamo fede a queste informazioni, affidabili al 60%.

Sony al lavoro su due 5 pollici CyberShot e Walkman, e su un rivale per iPhone

cybershot

Le voci di corridoio spesso girano in coppia, ma in questo caso fanno gli straordinari e abbiamo addirittura una tripletta, tutta in casa Sony. Un anonimo informatore avrebbe infatti confermato gli smartphone Dogo (Xperia A), Gaga (Xperia UL) e il phablet Togari dei quali abbiamo parlato proprio pochi giorni fa, ma oltre a questi Sony avrebbe in mentre altri tre smartphone di indubbio interesse:

  • Xperia Cybershot da 5”: come facilmente intuibile dal nome (puramente indicativo), si tratterebbe di un modello che punta tutto sull’esperienza fotografica, con un sensore al pari del decantato Nokia pureview 808 e il resto delle specifiche parimenti di alto livello, senza dimenticarsi di contenerne lo spessore.
  • Xperia Walkman da 5”: anche in questo caso il termine “walkman” è solo un prestanome, enfatizzando quindi il comparto sonoro, con un amplificatore integrato e altre funzioni mutuate da altri prodotti Sony. Sempre di alto profilo le altre caratteristiche.
  • Un diretto concorrente di iPhone. La frase è principalmente da intendersi sia in termini di dimensioni e forma, che di specifiche da top di gamma, affini a quelle dei modelli precedenti.

Per quanto ci faccia piacere l’attenzione a fotocamera e audio, è un po’ strano che Sony realizzi in contemporanea due modelli ciascuno con focus specifico su una sola caratteristica, anziché produrne uno unico. Certo potrebbero esserci molte controindicazioni a questa ipotesi, a seconda di costi, dimensioni e funzioni specifiche, quindi daremo il beneficio del dubbio all’azienda nipponica (e all’anonimo informatore).

Ancor più intrigante invece l’idea di un diretto rivale per iPhone, non tanto in termini di specifiche, quanto di dimensioni: è sotto gli occhi di tutti che ormai o modelli di punta Android orbitano intorno ai 5 pollici e oltre, mentre la fascia dei 4” è appannaggio solo di vecchi top di gamma o modelli di fascia media, ma non è detto che il pubblico non gradirebbe un Xperia Z “fatto piccolo”. Noi sinceramente saremmo piuttosto attratti dall’idea, e speriamo che Sony sappia realizzarla a dovere.

Continuano le torture per Xperia Z, a colpi di martello e coltello

xperia z martello

Della serie: non provateci a casa! (anche se non crediamo ci sia bisogno di ricordarvelo.) I test di resistenza sui vari smartphone che circolano su internet si dividono infatti in due categorie principali: quelli che rispecchiano degli scenari comunque plausibili, come il classico drop test (a tutti può capitare di lasciarsi sfuggire il telefono di tasca o di mano, per quanto involontariamente), e quelli fatti per il puro piacere della tortura. Questi ultimi sono chiaramente i più inutili, ma anche quelli spesso più divertenti o che comunque non vedreste mai se non in qualche video su YouTube.

E pazienza se l’impatto di un martello con Xperia Z non sarà troppo piacevole per lo smartphone, per non parlare dell’accanimento con cui verrà graffiato il suo display: una legge sulla tortura dei telefoni ancora non esiste e il giorno in cui un qualche dispositivo riuscisse a sopravvivere a prove simili (Nokia 3310 senz’altro potrebbe!) almeno saremo davvero sicuri della sua resistenza.

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