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Il titolo di questo articolo, volutamente esagerato, è in realtà meno ingannevole di quanto si possa pensare, a patto di allargare un po’ i nostri orizzonti oltre quelli del mercato consumer.

Samsung è infatti davvero al lavoro con i ricercatori dell’Università del Texas, per far sì che sia possibile interagire con smartphone e tablet grazie alla nostra mente, e non parliamo di telepatia, bensì di rilevare l’attività elettrica del cervello e tradurla in azioni concrete, come la selezione di un’icona. Prima di galoppare troppo con la fantasia però ci sono due cose da tenere a mente: anzitutto la scomodità dello strumento, che come potete intuire dall’immagine in alto non è certo cosa da poco; seconda di poi l’interazione che si ottiene, per quanto accurata all’incirca nel 90% dei casi, non è certo paragonabile a quella tattile in quanto a precisione e velocità di esecuzione, dato che in media gli utenti sono in grado di effettuare una selezione ogni 5 secondi.

Allargando quindi i nostri orizzonti, come dicevamo in apertura, è chiaro che questo sistema non sarà rivoluzionario (non nell’immediato almeno) nell’uso di tutti i giorni, ma potrebbe fare la differenza per i portatori di handicap o per chi ha problemi di motilità; in ogni caso i ricercatori del progetto affermano di essere al lavoro su un “cappellino da EEG” che sia meno intrusivo e più elegante, e chissà che in futuro non lo potremo indossare tranquillamente anche mentre passeggiamo per strada. Magari poco sopra al nostro paio di Google Glass.