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Nuove funzioni per Google Glass, che intanto riceve le immagini ufficiali e la prima ClockworkMod

clockworkmod glass

Eccoci giunti ad un nuovo appuntamento dal fantastico mondo di Google Glass, questo paio di occhiali sospesi nel tempo che ancora il mondo stenta a capire se saranno rivoluzionari o fallimentari. Inutile sottolineare per quale delle due ipotesi facciamo il tifo, ma allo stato attuale esprimere giudizi definitivi su Glass è quantomai prematuro, dato che quella a cui stiamo assistendo è solo una gigantesca beta.

I Google Glass attualmente in circolazione sono inoltre una versione per sviluppatori: hanno quindi il bootloader sbloccabile (questa stessa caratteristica non è scontato che si farà largo fino alla versione commerciale) e a quanto pare hanno anche una lunga serie di funzioni sperimentali non abilitate di default. A riportare la loro esistenza è stato tale Zhuowei Zhang su Github, che ha sia elencato tutti i “Labs” presenti in Glass che le modalità per abilitarli (a fine articolo trovate un video che illustra alcuni di questi all’opera).

Una di queste modalità nascoste è lo scatto con occhiolino che avevamo già visto. Quest’ultimo per la verità si sta rivelando molto più interessante del previsto: anzitutto per poterlo utilizzare è necessario un processo di calibrazione che sembra molto ben fatto, e l’occhio andrà chiuso per esattamente un secondo, in modo da evitare scatti accidentali con i normali movimenti oculari; inoltre, e questa è la parte più interessante, questa funzione rimane attiva sempre, anche con il display di Glass spento. In pratica potremo in qualunque istante catturare un’immagine semplicemente chiudendo per un secondo e poi riaprendo l’occhio destro: nessun comando vocale, nessun ricorso al touchpad, nessun movimento particolare; con buona pace dei maniaci della privacy.

Altre funzioni possono sembrare più banali, ma allo stato attuale a quanto pare non lo sono così tanto: dobbiamo ribadire che è un dispositivo di sviluppo? Parliamo ad esempio del browser web. Glass non ha un browser al suo interno, pertanto i link di una ricerca non apriranno un bel nulla, ma tramite uno dei Labs è possibile avere quantomeno l’opzione per utilizzare un browser. Ora come ora starà all’utilizzatore installarne uno (Chrome va benissimo), ma ci immaginiamo che in futuro verranno sviluppati anche dei browser specifici per Glass, dato che quelli attuali non sono pensati per la sua interfaccia.

Altra opzione che rientra nel ramo “banale” è quella che abilita l’ascolto dell’ormai famoso “ok glass” in qualunque schermata; di default questo comando funziona invece solo nella sua pagina apposita e non mentre sono in esecuzione altre app. A questo proposito, esiste anche un’opzione per far sì che la normale lista di comandi che ci troviamo davanti dopo l’iniziale “ok glass”, diventi invece una serie di card separate anziché un unico elenco. Questa interfaccia è piuttosto inefficiente, in quanto assai più lenta e anche poco necessaria, non è quindi nemmeno detto che una simile opzione possa farsi strada fino alla versione commerciale.

L’elenco proseguirebbe a lungo, ma molte delle altre funzioni sono davvero sperimentali/per sviluppatori, come una sorta di stabilizzatore per la videocamera che non fa ciò che dice, o come alcune opzioni debug. Degno di nota è un comando che dovrebbe permettere a Glass di usare il proprio GPS internoanziché quello dello smartphone accoppiato, che al momento non è nemmeno ben chiaro se ci sia e che comunque non sembra per adesso sortire alcun effetto. Ultimo ma comunque degno di nota, esiste a quanto pare un comando per fare una scansione al volo un codice QR, ma anche questo è al momento inutile.

Chiudiamo segnalandovi che se volete i permessi di root su Glass, è Google stesso a spiegarvi come fare, nella stessa pagina in cui rende disponibile le factory image per ripristinare il dispositivo allo stato di fabbrica: nessuna meraviglia quindi che qualcuno ci abbia già montato una recovery ClockworkMod, vero?

 

Samsung migliora la sicurezza dei suo Galaxy S4 ma viene fraintesa

QAKokmS[1]

Recentemente il mondo Android è rimasto piuttosto scioccato alla notizia dello sviluppatore XDA  AndreiLux che il rooting non sarebbe più stato possibile con i nuovi kernel stock.

In realtà AndreiLux faceva il punto su una nuova funzionalità del kernel nel Galaxy S4 con Exynos chiamata CONFIG_SEC_RESTRICT_SETUID. Tale funzionalità aiuta a prevenire che processi come malwareexploits suabbiano la possibilità di accedere al sistema come utenti root, da qui il “misunderstanding”  e cioè che a causa di questo non sarebbe stato possibile fare il “root” del proprio Galaxy S4.

In realtà la nuova funzione non è stata pensata per bloccare gli utenti dal fare il root (è chiaro, non lo si potrà fare con il kernel stock) ma per migliorare la sicurezza.

Da XDA la soluzione è arrivata rapidamente, come potete leggere voi stessi nelrelativo thread, è sufficiente la variazione di 1 byte per disabilitare la funzionalità nel kernel stock (nell’immagine in testa, alla riga evidenziata sarà sufficiente sostituire lo 01 con uno 00).

In conclusione, per una volta Samsung non c’entra niente e sono stati alcuni sviluppatori non molto “pratici” a generare il malinteso.

 

Permessi di root su Google Glass? Una passeggiata!

Google Glass (12)

Google Glass non ha il marchio “Nexus” impresso da nessuna parte, ma come ogni buon dispositivo “pure Google” che si rispetti, sbloccare il bootloader è davvero semplice. È infatti sufficiente abilitare il “debug mode” nelle impostazioni per consentire l’accesso via ADB, e a quel punto, una volta riavviato in modalità bootloader, il classico comando “fastboot oem unlock” lo sbloccherà per noi. Sì, è così semplice, proprio come su un comune Nexus.

A confermare la predisposizione al modding degli attuali modelli sono state più fonti, tra cui il fondatore dello store Cydia per iPhone (@saurik), ma c’è da dire che quelli al momento in circolazione sono la versione per sviluppatori dei Google Glass, quindi non è detto che tutto questo rimanga inalterato fino al primo modello commerciale, ma quantomeno le premesse sono ottime.

 

KindleFree: libera il tuo Kindle dal “giogo” di Amazon

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Il nome dell’applicativo che stiamo per presentarvi è di per sé auto esplicativo:KindleFree! Libera il tuo Kindle dall’interfaccia di Amazon, dalla lock screen con pubblicità e dall’Amazon AppShop. Ovviamente gli utenti che avranno scelto i dispositivi di Amazon , al momento dell’acquisto erano consapevoli della “ristrettezza” dell’interfaccia e dello shop proprietario. Ma la comunità Android è così: sempre pronta a liberare le potenzialità inespresse dei proprio dispositivi.

Ecco quindi arrivare da un utente di XDA Developers un’applicazione pensata proprio a liberare le potenzialità del Kindle Fire HD; l’app, a detta dello sviluppatore, potrebbe (ripetiamo, potrebbe) funzionare su tutti i Kindle Fire di 2° generazione (compreso quello nuovo, l’HD da 8,9″), ma non è assicurato. Inoltre il dispositivo, per usufruire dell’app, necessita dei permessi di root sbloccati

Detto questo veniamo al dunque: tramite KindleFree, grazie ad un’interfaccia oltremodo semplice, potrete sostituire il launcher del tablet, disabilitare lahomescreen di Amazon e installare il Play Store. Tutto questo grazie alla versione free. Con la versione PRO, venduta al prezzo di 1,51€, potrete anche disabilitare la lockscreen pubblicitaria di Amazon ed installare le Google Apps.

Entrambe le applicazioni sono disponibili sul Play Store, ma visto che è proprio la suddetta applicazione che vi permette di installare il market di Google, lo sviluppatore ha fornito un link per il download della versione free senza passare da alcuno store. Di seguito trovate il link alla versione free (no store) e il link alla versione PRO (sul Play Store). Buona Pasqua!

KindleFree (Free version) – Download

 

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