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I prossimi modelli di Samsung li controlleremo con la mente!

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Il titolo di questo articolo, volutamente esagerato, è in realtà meno ingannevole di quanto si possa pensare, a patto di allargare un po’ i nostri orizzonti oltre quelli del mercato consumer.

Samsung è infatti davvero al lavoro con i ricercatori dell’Università del Texas, per far sì che sia possibile interagire con smartphone e tablet grazie alla nostra mente, e non parliamo di telepatia, bensì di rilevare l’attività elettrica del cervello e tradurla in azioni concrete, come la selezione di un’icona. Prima di galoppare troppo con la fantasia però ci sono due cose da tenere a mente: anzitutto la scomodità dello strumento, che come potete intuire dall’immagine in alto non è certo cosa da poco; seconda di poi l’interazione che si ottiene, per quanto accurata all’incirca nel 90% dei casi, non è certo paragonabile a quella tattile in quanto a precisione e velocità di esecuzione, dato che in media gli utenti sono in grado di effettuare una selezione ogni 5 secondi.

Allargando quindi i nostri orizzonti, come dicevamo in apertura, è chiaro che questo sistema non sarà rivoluzionario (non nell’immediato almeno) nell’uso di tutti i giorni, ma potrebbe fare la differenza per i portatori di handicap o per chi ha problemi di motilità; in ogni caso i ricercatori del progetto affermano di essere al lavoro su un “cappellino da EEG” che sia meno intrusivo e più elegante, e chissà che in futuro non lo potremo indossare tranquillamente anche mentre passeggiamo per strada. Magari poco sopra al nostro paio di Google Glass.

 

 

 

 

Come funziona la ricerca su Google? Ce lo spiega, ovviamente, Google!

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Cosa succede quando interrogate il motore di ricerca più noto al mondo? Quali voli pindarici compie la vostra query nei pochi millisecondi che la separano dalla risposta? Nessuno meglio di Google poteva spiegarci la sua stessa magia, almeno in termini basilari, e se siete curiosi di conoscere come nasca la risposta alle vostre domande, tutto quello che dovete fare è recarvi a questo indirizzo, dove potrete seguire il brevissimo ciclo di vita della vostra ricerca, elusione dello spam inclusa.

Al momento il sito è solo in inglese, ma c’è una versione solo testo anche in italiano. Avete scoperto qualcosa di nuovo o si trattava di cose già note?

Can I Google that for you?

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A volte gli sviluppatori, o in genere i moderatori di un forum a carattere tecnico, si trovano a dover rispondere sempre alle stesse domande: come si fa il root del telefono, come si sblocca il bootloader, qual’è la migliore ROM etc etc.

Spesso chi ha bisogno di supporto, non si rende conto che il forum nel quale sta scrivendo e sul quale magari tornerà dopo 1 mese, è fatto anche di gente che quotidianamente mette a disposizione la propria competenza per aiutare il prossimo senza chieder nulla in cambio, e altrettanto spesso a domande che hanno già avuto le loro risposte ci si sente rispondere: Google è amico tuo!

Beh, uno sviluppatore senior XDA ha preso molto sul serio la problematica sviluppando una semplice applicazione chiamata “Can I Google that for you?”. La app utilizza l’inglorioso servizio omonimo per generare un link da inviare all’utente che “vuole la pappa pronta”, che lo reindirizzi sulla pagina di LMGTFYdove compare automaticamente il box di ricerca con la chiave che noi stessi gli indichiamo. Ma la presa in giro sta in quello che accade dopo: la freccia del mouse si sposta sul pulsante Cerca su Google o Mi sento fortunato, per poi infine consegnare l’elenco dei risultati, ma non prima di aver redarguito il pigro utente con un “secco e mortale”: era poi così difficile?

In conclusione, se anche voi nei forum rispondete spesso con la frase “cercatelo su Google”, questa applicazione potrebbe esservi utile a velocizzare il processo. Maggiori informazioni sul relativo thread XDA.

 

Il Knowledge Graph tradotto in italiano, presto Google Now risponderà alle domande in italiano?

Chi di voi non è rimasto stupefatto dalla precisione di Google Now nei vari video che circolavano in rete ad agosto? All’epoca purtroppo il servizio era disponibile solamente negli Stati Uniti, o meglio, facendo domande in italiano replicava solamente con una ricerca su Google ed i soliti comandi vocali predefiniti.

Da oggi però, il Knowledge Graph, che è il vero motore che permette alla ricerca vocale di interpretare le nostre domande e rispondere opportunamente, è pronto a fare il suo esordio nel nostro paese, oltre che in altre nazioni. Sebbene, nell’annuncio ufficiale non venga menzionato Google Now, siamo fiduciosi che presto anche in Italia potremo usufruire di questo fantastico servizio.

 

Ci sono voluti dei mesi prima di vedere il Knowledge Graph in paesi non anglofoni, ma stavolta, forse, la giustificazione è comprensibile: il “grafico della conoscenza” conta infatti ormai 570 milioni di oggetti, ed oltre 18 miliardi di informazioni e connessioni, la cui traduzione è un lavoro che impiega certamente più di qualche giorno; inoltre si è tenuto conto delle varie differenze linguistiche che non posso semplicemente essere tradotte: ad esempio “football” indica lo sport del calcio in Europa, ma non negli Stati Uniti. Oppure cercando Parma, avrete non solo la città come risultato, ma anche la squadra di calcio, o l’università:

Per ulteriori informazioni sullo Knowledge Graph in italiano, che verrà integrato nella ricerca entro poche ore, vi rimandiamo all’annuncio ufficiale di Google Italia,

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