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HTC elimina i microfoni HDR dalle specifiche di One

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Vi abbiamo già riferito tutto quello che c’era di riferire in merito all’intoppo subito dai microfoni a doppia membrana di HTC One, che a quanto pare erano un’esclusiva di Nokia, che STMicroelectronics ha erroneamente venduto anche al produttore taiwanese. Morale della favola: HTC potrà continuare ad utilizzare le sue attuali scorte di microfoni, ma una volta esaurite dovrà passare a soluzioni alternative. Non ci meraviglia quindi che l’azienda abbia rimosso dalle specifiche di One la voce relativa a questa caratteristica, sulla quale tra l’altro HTC puntava molto. Lo ripetiamo: gli attuali modelli di One in circolazione sono ancora tutti dotati di microfono a doppia membrana, non ci sono state ingiunzioni di alcun tipo contro HTC, l’unica cosa che cambierà sarà il tipo di microfono impiegato nei modelli a venire, ma ancora non sappiamo di preciso quando e con cosa saranno rimpiazzati.

Per evitare malintesi in materia, dopo lo stacco trovate anche alcune puntualizzazioni provenienti direttamente da HTC.

 

“In light of several misleading stories regarding a recent injunction obtained by Nokia against STM (a supplier of components to HTC in The Netherlands) HTC looks to clarify the following points:

• Nokia has NOT obtained an injunction in The Netherlands, or anywhere else, against the HTC One.

• The Dutch proceedings were brought by Nokia solely against STM. HTC was not sued by Nokia in the Netherlands.

• The Dutch injunction prohibits STM from selling certain microphones to any company other than Nokia for a limited period.

• The judgment against STM states that HTC can continue to use microphones already purchased from STM in its products, because they were purchased in good-faith. Nokia’s attempt to obtain a recall of microphones already sold to HTC failed.

• HTC will transition to improved microphone designs once its inventory of STM microphones is exhausted.”

HTC rassicura circa gli attuali One e si prepara a cambiare i microfoni dei futuri modelli

htc one bozzetti (6)

Dopo i problemi che vi abbiamo segnalato nei giorni scorsi relativi al microfono a doppia membrana di HTC One, che in pratica sarebbe stato venduto da ST Microelectronics all’azienda taiwanese quando ancora era un’esclusiva Nokia, HTC vuole rassicurare i suoi acquirenti: anzitutto le scorte attuali non subiranno ritardi o problemi a causa di questa vicenda, dato che l’acquisto dei microfoni era avvenuto in buona fede da parte dell’azienda, come sentenziato anche dalla corte olandese. Nel frattempo HTC preparerà la transizione verso un nuovo tipo di microfono, una volta che la fornitura di quelli attuali si sarà esaurita.

L’azienda ha poi sottolineato che il tentativo di Nokia di far ritirare i microfoni già venduti ad HTC è fallito, e che comunque l’azienda finlandese non si è mai rivalsa direttamente con lei, ma nei confronti di ST Microelectronics. Non ci resta quindi che sperare che qualunque fornitore HTC sceglierà, questa volta abbia maggiore fortuna, e soprattutto che venga trattata come un “cliente di primo piano“: non vorremo mai ulteriori ritardi futuri di One a causa di problemi di reperibilità di un paio di microfoni.

HTC giudicata non colpevole dalla corte olandese, ma non potrà più usare gli stessi microfoni per i nuovi One

htc one boomsound

La “tegola” olandese si è abbattuta su HTC One, e potrebbe arrecare non pochi problemi. Ieri infatti avevamo riportato di un’ingiunzione ai danni di HTC perché quest’ultima ha impiegato per One un microfono, prodotto da ST Microelectronics, che era invece un’esclusiva Nokia. La corte ha quindi giudicato HTC non responsabile dell’accaduto, in quanto non poteva sapere degli accordi tra le altre due aziende, quindi nessuna ingiunzione ai suoi danni: la colpa è infatti di ST Microelectronics, che avrebbe interpretato male l’esclusiva di Nokia, che doveva durare 12 mesi, credendo erroneamente che fosse solo per 6 mesi.

La morale della favola è che per altri 6 mesi ST Microelectronics non potrà vendere i microfoni incriminati a nessun altro che Nokia, lasciando di fatto HTC sguarnita non appena le sue scorte si esauriranno. Considerando quanto l’azienda taiwanese avesse investito, anche in termini promozionali, sulla qualità dei microfoni a doppia membrana di One, si tratta senz’altro di un brutto colpo, che la vedrà costretta anche a rivedere il processo costruttivo dei futuri HTC One e a procurarsi in fretta un’alternativa. Se a questo aggiungiamo i problemi di reperibilità ormai ben noti, che ne hanno ritardato la messa in commercio, questo ulteriore intoppo è classificabile solo come “sfortuna nera”.

La ricarica induttiva diventa cross-platform con Nexus 4 e il cuscino Nokia di Fatboy

nexus 4 ricarica induttiva nokia

Avendo in prova un cuscino caricabatterie wireless Nokia di Fatboy abbiamo deciso di lasciare un attimo da parte gli smartphone dell’azienda finlandese e di appoggiarvi sopra un Nexus 4: magia! Quest’ultimo si è acceso indicando di essere in carica e specificando anche che trattasi di ricarica wireless nella schermata col riassunto sulla batteria.

Quali sono dunque le nostre impressioni sulla ricarica induttiva? Da un punto di vista pratico, piuttosto deludenti a dire il vero. Anzitutto la stabilità della ricarica non è sempre ottimale e sembra dipendere molto da come il Nexus 4 viene collocato: questo per la verità possiamo anche imputarlo al fatto che stavamo utilizzando un supporto pensato per un altro modello, ma in fondo le dimensioni dello smartphone di LG e di un Lumia 920 sono praticamente identiche. C’è inoltre da dire che si tratta di una tecnologia “di contatto”, e basta sollevare un minimo il telefono per interrompere la connessione.

Ma anche tralasciando questo primo particolare, c’è da dire che la ricarica è molto lenta, sia rispetto al classico accessorio da parete, che ad una banale porta USB; per essere sicuri che non dipendesse dal Nexus 4 abbiamo provato anche con il Lumia, ma le cose non sono affatto cambiate.

Dunque perché preferire la ricarica induttiva ad una banale dock? Per la suaversatilità. Qualunque modello che risponda allo standard Qi può essere ricaricato con lo stesso accessorio, e il fatto che abbiamo usato un cuscino di Nokia su un Nexus di LG ne è la prova vivente. Questo vuol dire che, in un ipotetico futuro in cui tutti adottassero questa tecnologia, con una sola base si potrebbe ricaricare qualsiasi modello; inoltre immaginatevi una cosa simile applicata ad esempio ad uno speaker Bluetooth: lo renderebbe in pratica un accessorio universale, attraverso il quale qualsiasi smartphone potrebbe riprodurre musica e ricaricarsi al contempo.

Ora come ora insomma la tecnologia è ancora un po’ acerba e lenta: se abbandonata a sé stessa come puro esercizio di stile, morirà con la facilità con la quale è stata introdotta, altrimenti, con le dovute migliorie e accorgimenti, potrebbe essere lo standard del prossimo futuro. Ma questo, probabilmente, non saremo noi a deciderlo.

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