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Trapelato su XDA l’aggiornamento ufficiale ad Android 4.1.2 per Motorola Razr

JB

Ottime notizie per i proprietari di Motorola Razr che probabilmente ormai disperavano di vedere un aggiornamento ufficiale per il loro smartphone. Su XDA è infatti disponibile al download quella che in pratica è l’OTA originale con Android 4.1.2 per il Motorola XT910, ovvero il Razr GSM nostrano. Ci sono però alcune raccomandazioni da fare.

Anzitutto specifichiamo che, sebbene si tratti di un firmware originale, Motorola non l’ha ancora (ovviamente) rilasciato in Europa, quindi sono possibili malfunzionamenti o altri problemi, tipici di una versione non definitiva. Inoltre, una volta installato, non c’è modo di ritornare indietro ad Ice Cream Sandwich: se ci provaste potreste semplicemente danneggiare il Razr, quindi consideratevi avvertiti. Infine è necessario avere come base di partenza il firmware ICS 672.180.41.XT910.Retail.en.EU, senza alcun tipo di modifica, nemmeno minima: potete avere i permessi di root (è possibile mantenerli con l’update) ma non dovete averli usati ad esempio per disinstallare un’app di sistema.

L’aggiornamento cambierà radicalmente il vostro Razr, non solo per il passaggio alla nuova versione di Android, ma perché molte delle personalizzazioni Motorola spariranno, a favore di un’esperienza più stock. Se ve la sentite dunque di rischiare, dirigetevi sul thread ufficiale per download e brevi istruzioni del caso; in alternativa potete sempre aspettare, sperando che questo sia solo il preludio ad un rilascio ufficiale, ma non possiamo darvi ancora alcuna garanzia in merito.

Motorola aggiorna l’elenco dei suoi dispositivi che riceveranno Jelly Bean, per ora solo negli USA

Importanti cambiamenti sono recentemente avvenuti nella pagina dedicata agli aggiornamenti software di Motorola, anche se purtroppo l’azienda si è ricordata di modificare solo la tabella dedicata agli Stati Uniti, lasciando il resto del mondo a chiedersi quale sorte toccherà ai propri dispositivi col marchio della M.

Siamo comunque fiduciosi che i modelli affini a quelli americani possano beneficiare di un analogo upgrade, magari più o meno con la stessa tempistica. Prima di lasciarci andare ad ulteriori considerazioni guardiamo comunque cos’ha in programma Motorola:

DROID RAZR M (XT907)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1) entro il 2013
DROID RAZR HD (XT926)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1) entro il 2013
DROID RAZR MAXX HD (XT926)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1) entro il 2013
ATRIX HD (MB866)
Aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1) entro il 2013
PHOTON Q (XT897)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1)
ELECTRIFY 2 (XT881)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1)
DROID RAZR (XT912)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1)
DROID RAZR MAXX (XT912)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1)
DROID 4 (XT894)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1)
DROID BIONIC (XT875)
Sarà aggiornato a Jelly Bean (Android 4.1)
MOTOROLA XOOM WiFi-Only (MZ604)
Jelly Bean è stato rilasciato a luglio 2012
MOTOROLA XOOM WiFi + 3G/LTE (MZ600/MZ602)
Jelly Bean sarà rilasciato nel Q4 2012

Come vedete insomma Motorola non si sbilancia molto sui tempi, ma per fortuna include comunque 12 modelli nell’elenco, sebbene vi siano assenti illustri, come quasi tutta la famiglia Atrix e quella Milestone. Questi ultimi tra l’altro faranno parte di uno speciale programma di rimborso, del quale avevamo già parlato, che offrirà un buono da 100$ da spendere in un nuovo smartphone, in caso quello vecchio non sia aggiornato (ma questo vale davvero solo e soltanto per gli USA).

In attesa di avere parole ufficiali per l’Europa, e supponendo che la tabella rimanga immutata per i dispositivi disponibili nel nostro continente, cosa ne pensate?

Gli smartphone Android compiono 4 anni: ripercorriamoli

 

HTC Dream

Si chiama HTC Dream ed è stato il primo smartphone in assoluto con il sistema operativo Android a bordo. È stato un prodotto eccezionale, in quanto anche nel design voleva comunicare un punto di rottura netto con tutto quello che c’era in passato.

 

Chi ne possiede ancora uno non se ne sbarazzerebbe per nulla al mondo, benché ormai non sia quasi più possibile neanche installarci firmware per i porting. Abbiamo voluto festeggiare i 4 anni di nascita del dispositivo (4 anni che cadono per esser precisi nella giornata del 22 settembre) e realizzare una piccola crono-storia di tutti i dispositivi Android che hanno davvero significato qualcosa per l’evoluzione del sistema. Fateci sapere nei commenti se avete posseduto uno (o più) di questi dispositivi e perché li avete amati. E anche se non fossero in lista, fatecelo sapere comunque. Sarà un bel modo di festeggiare il compleanno di Android (che possiamo indicare con oggi, visto il rilascio del primo SDK il 23 settembre).

HTC Dream – Ottobre 2008

HTC Dream

Il 22 settembre 2008 veniva presentato al mondo T-Mobile G1, divenuto nel nostro paese HTC Dream, ed entrato in commercio ad ottobre dello stesso anno negli Stati Uniti. Era dotato di tutto quello che si poteva chiedere all’epoca: connettività UMTS, Wi-Fi, GPS, bluetooth e anche una tastiera full qwerty molto comoda. Il telefono aveva un design molto particolare, ma al contempo era unico nel suo genere e anche molto robusto. Uscì con Android 1.1 e fu aggiornato fino alla versione 1.6 (non in Italia).

HTC Magic – Luglio 2009

HTC Magic

HTC Magic ha consolidato la posizione predominante di HTC nel mercato Android anche per l’anno 2009. Si tratta di uno smartphone elegante, leggero, dallo schermo grande e con una trackball luminosa molto comoda. Fu commercializzato con Android 1.5 a bordo ed è stato aggiornato fino alla versione 2.2. In Italia è stato commercializzato in due varianti differenti, vendute rispettivamente da TIM e Vodafone, che differivano per il quantitativo di RAM e per la gestione degli aggiornamenti. La versione TIM aveva ben 256 MB di RAM ma è rimasto fermoalla versione 1.5 di Android.

HTC Hero – Ottobre 2009

Hero non sarà stato sicuramente un campione di vendite, ma dalla sua aveva undesign innovativo (simile a quello del Dream) e sopratutto la prima vera interfaccia personalizzata: la Sense di HTC. Aveva anche un jack audio (cosa che i predecessori non avevano) e offriva funzioni avanzate grazie alle modifiche software di HTC.

Motorola Milestone – Ottobre 2009

Motorola Milestone

Negli Stati Uniti il lancio di Motorola Droid (da noi Milestone) è stato un netto segno della voglia dell’azienda di riconquistare le posizioni perdute nel campo della telefonia mobile. Negli USA fu un campione di vendite, meno da noi, dove non fu particolarmente pubblicizzato. Aveva un design molto particolare e una tastiera a scorrimento per scrivere comodamente i propri messaggi. È stato il primo dispositivo ad essere dotato della versione 2.0 di Android (e nel giro di poco più di un mese anche della versione 2.1) che offriva nuove funzioni come la navigazione di Google Maps.

Acer Liquid – Dicembre 2009

Acer Liquid

Fu lanciato al prezzo di 349€. Nelle festività natalizie diventò quindi il primo “low cost” del mondo Android, amato in particolar modo per il design stondato e per la grande “moddabilità“.

Nexus One – Gennaio 2010

Nexus One

Il primo vero smartphone Nexus (anche se molti considerano a ragione anche il primo HTC Dream) fu prodotto da HTC e riportava in bella vista il brand Google. A pochi mesi dal lancio fu aggiornato per diventare multitouch. Fu poco pubblicizzato, ma riscosse un discreto successo fra gli sviluppatori. È entrato nella storia però per essere il primo vero smartphone aggiornato direttamente da Google. Ne fu anche regalato uno a tutti gli sviluppatori che avessero raggiunto un certo numero di download nel Market.

HTC Desire – Aprile 2010

HTC Desire

La verisione “made by HTC” del Nexus One ebbe un successo molto maggiore nel nostro paese. La Sense era completamente rinnovata e portava con se un processore da 1 GHz, 512 MB di RAM e anche uno splendido schermo AMOLED.

Samsung Galaxy S – Giugno 2010

Samsung Galaxy S i9000

Dopo un inizio molto tiepido di Samsung (lo direste a posteriori?) ecco la prima vera carta ben giocata dell’azienda coreana. Lo smartphone era elegante, aveva ben 8 GB di memoria interna e un’interfaccia grafica colorata e semplice da usare. Questo ha permesso a Samsung di entrare di diritto nell’albo dei migliori produttori del panorama Android e anche in quello dei più odiati da Apple (vista la somiglianza sotto molti punti con l’iPhone 3Gs).

Motorola Milestone 2 – Agosto 2010

Motorola Milestone 2

Quasi sconosciuto nel nostro paese il Droid 2 è stato un buon successo negli Stati Uniti, anche grazie ad una tastiera ancora migliorata, un design più sobrio e anche all’essere il primo smartphone con Android 2.2 Froyo preinstallato.

HTC Desire HD – Ottobre 2010

HTC Desire HD

Insieme al Galaxy S, questo Desire HD è il primo smartphone che possiamo ancora definire attuale in questa lista. Aveva uno schermo enorme da ben 4,3 pollici, una risoluzione di 480×840 pixel e una fotocamera da ben 8 megapixel. Il suo design unibody era poi ricercato e molto sobrio. Anche l’interfaccia Sense era stata ancora migliorata e potenziata.

LG Optimus One – Ottobre 2010

LG Optimus One

Il primo ingresso di LG (degno di questo nome) nel mondo Android è stato con Optimus One, che grazie ad un prezzo molto aggressivo (229€, quindi circa 100€ meno di Acer Liquid di un anno prima). Optimus One è stato forse il primo “fenomeno” portato alla luce dal web stesso, dove ottime recensioni impazzavano su questo dispositivo. Il dispositivo ha ancora un discreto seguito fra gli smanettoni.

Samsung Galaxy Tab – Ottobre 2010

Samsung Galaxy Tab

Il primo vero tablet Android risale ad ottobre 2010 e si chiama Galaxy Tab. Aveva l’interfaccia standard (telefonica) di Android 2.2, poteva realizzare telefonate standard e aveva uno schermo da ben 7 pollici. Insieme al Galaxy S sono stati sicuramente l’accoppiata vincente del Natale di quell’anno.

HTC Desire Z – Novembre 2010

Negli Stati Uniti aveva il nome di T-Mobile G2, in quanto degno successore del primo Dream, con cui in comune aveva solo la tastiera fisica. Questa si apriva con un apertura a Z, soluzione molto innovativa, molto duratura (lo potranno confermare gli utenti che ancora lo posseggono), ma anche molto criticata sul web. In Italia non è stato un particolare “campione di incassi”.

Nexus S – Dicembre 2010

Nexus S

Il secondo smartphone Nexus di Google è stato prodotto da Samsung. Aveva uno splendido vetro curvo che nascondeva un display SuperAMOLED. Includeva anche la tecnologia NFC (molto in anticipo rispetto al periodo), una fotocamera frontale, ma mancava di un LED di notifica e della possibilità di espandere la memoria interna. Sempre a causa della poca sponsorizzazione non è diventato particolarmente venduto nei centri commerciali.

Huawei Ideos – Dicembre 2010

Vodafone Huawei Ideos

Il primo vero low-cost degno di questo nome è stato prodotto da Huawei. Ad oggi il dispositivo risulterebbe lento e difficilmente utilizzabile, ma per il Natale 2010 era sicuramente il meglio che si potesse ottenere con un investimento di soli 99€. Il lancio di questo smartphone ha favorito la discesa dei prezzi nei mesi successivi.

LG Optimus Dual – Marzo 2011

 

Benché nell’anno (e più) successivo alla vendita sia stato coperto di critiche per la scarsa attenzione dell’azienda prestata agli aggiornamenti, inizialmente è stato un discreto successo, grazie al processore dual core che montava e che permetteva, grazie ai giochi del Tegra Zone, di passare ore di divertimento con videogiochi di qualità.

Sony Ericsson Xperia Play – Aprile 2011

Se da un certo punto di vista Xperia Play è stato un fallimento di vendite (dovuto principalmente al prezzo di 699€ a cui era stato proposto inizialmente), adesso possiamo dire come fosse sicuramente un esperimento degno del nome PlayStation. È infatti dotato di tutti i controlli standard di una consolle di gioco.

Samsung Galaxy S II – Maggio 2011

Galaxy S II

Lo smartphone più venduto in assoluto con a bordo Android è sicuramente Galaxy S II. Aveva un design molto elegante, uno spessore irrisorio e ben 16 GB di memoria interna (espandibile). Il processore dual core e la grande ottimizzazione software apportata dall’azienda, lo ha reso il primo vero smartphone degno di poter competere (a livello di prestazioni) con i dispositivi di casa Apple. Ancora oggi riesce a vendere molto bene grazie alle promozioni dei centri commerciali.

Motorola Xoom – Maggio 2011

Motorola Xoom

Il primo tablet di Motorola è stato portabandiera di Android 3.0 Honeycomb. Questa versione di Android era stata pensata appositamente per i tablet. Negli Stati Uniti ha venduto abbastanza bene ed è ancora aggiornato tempestivamente alle nuove release di Android. In Italia il prezzo troppo alto ne ha invece fermato l’ascesa.

HTC Flyer – Maggio 2011

L’unico esperimento (almeno in Italia) di HTC nel mondo dei tablet si chiama Flyer. La sua peculiarità era la possibilità di utilizzare una penna per prendere appunti sul tablet e allo stesso tempo usare le mani per gestire il dispositivo, il tutto su uno schermo capacitivo. Il prezzo proibitivo ne ha arenato il successo, ma l’idea della penna è stata ripresa da più parti (Samsung in primis).

LG Optimus 3D – Luglio 2011

Il successo dei film in 3D al cinema ha portato questa tecnologia con discreta rapidità anche negli smartphone e per primo in Optimus 3D. Lo schermo è dotato di una tecnologia che ne permette l’utilizzo senza occhialini. Lo smartphone non era particolarmente elegante e anche un prezzo molto anno hanno fatto si che i numeri di vendita non fossero entusiasmanti.

Samsung Galaxy Tab 10.1  – Luglio 2011

Il primo vero anti-iPad con Android si è chiamato Galaxy Tab 10.1. Ha potuto realmente competere in particolar modo per lo spessore di soli 8,6mm. Una prima versione, denominata 10.1v, è stata accantonata solo dopo un mese di commercializzazione per favorire la versione più sottile (mettendolo appunto in competizione con il neo-presentato iPad 2).

Samsung Galaxy Note

La peculiarità di Galaxy Note era sicuramente la possibilità di essere utilizzato con la sua stilo, ma la vera novità innescata è stata in realtà lo sdoganare la possibilità di utilizzare uno smartphone con schermo da oltre 5 pollici anche per telefonare.

Motorola RAZR – Dicembre 2011

Motorola ha voluto ritornare ancora con prepotenza nel mercato Android internazionale (negli Stati Uniti infatti in realtà non aveva mai smesso) con questo RAZR, sfruttando quindi il nome del telefono più famoso della casa americana. Il suo spessore di soli 7,1mm e il retro in kevlar lo hanno incoronato come uno dei migliori smartphone Android del periodo. Con il recente aggiornamento ad Ice Cream Sandwich ha poi trovato anche la sua “completezza” software.

Samsung Galaxy Nexus – Dicembre 2011

Android 4.1 su Galaxy Nexus

Galaxy Nexus, prodotto da Samsung nascondeva un cuore hardware molto potente, ma che non faceva sfigurare la concorrenza. Il design era molto pulito ed elegante. Ha venduto bene nel periodo natalizio, ma ancora meglio durante il 2012, quando gli sconti delle catene hanno permesso a tutti gli utenti di accaparrarsi l’unico smartphone che riceveva aggiornamenti con regolarità.

ASUS Eee Pad Transformer Prime – Gennaio 2012

Asus Transformer Prime

Transformer Prime è stato il primo dispositivo in assoluto ad avere un processore quad core (prodotto da nVidia). Se condiamo il tutto con un elegante scocca in metallo satinato e la tastiera fisica separabile, Transformer Prime è stato uno dei tablet che ha venduto meglio nel nostro paese (meno negli Stati Uniti).

Sony Xperia U – Maggio 2012

 

La famiglia di smartphone NXT (Xperia S, Xperia P e Xperia U) è stato un grande rilancio per Sony. In particolar modo Xperia U è stato un ottimo campione di vendite, grazie ad un prezzo molto abbordabile (199€), un design elegante e una dotazione hardware di tutto rispetto.

Samsung Galaxy S III – Maggio 2012

Il terzo smartphone della famiglia S è stato un immediato successo di vendita nel nostro paese, nonostante il prezzo di lancio fosse molto alto (ben 699€). L’azienda lo ha poi spinto molto con promozioni e sconti, rendendolo probabilmente campione di vendite anche per il prossimo periodo natalizio.

ASUS Nexus 7 – Luglio 2012

Google si lancia poi con un proprio tablet della famiglia Nexus. Invade il mondo dei 7 pollici con una tavoletta super economica (199$ per la versione 8 GB negli USA). Al centro del prodotto però c’era l’esperienza multimediale offerta da Google, con film, musica, riviste, libri, applicazioni e giochi.

Motorola Razr e Razr Maxx con ICS (troppo) lunga l’attesa ma ottimo il risultato

Android 4.0 Ice Cream Sandwich Motorola RAZR

Personalmente apprezzo il Razr da quando è stato presentato, il design e i materiali ricercati lo contraddistinguono.

Ho quindi accolto con grande piacere l’aggiornamento ufficiale ad Android 4 ICS che – finalmente (e tardivamente) – Motorola Mobility ha deciso di rilasciare per l’intera linea Razr anche in Europa.

 

L’aggiornamento si installa via OTA, ma essendo il rilascio di un OS totalmente nuovo ho preferito seguire la strada (più lunga) della reinstallazione da zero tramite RDSLite con l’immagine di ripristino. Sicuramente una strada più laboriosa ma anche più sicura. Per l’installazione (compresi un paio di reboot con wipe della cache) ho impiegato circa mezzora. Queste le impressioni d’uso del mio “nuovo” Razr.

Deblurred

Diciamolo subito forte e chiaro. Motoblur è sparito. La pesante personalizzazione Motorola è assente nella release di Android ICS per questo terminale e tutto l ascia supporre che Motoblur verrà abbandonato anche nei prossimi terminali Motorola.

Un bene o un male dipende dai gusti, personalmente alcuni elementi di Motoblur non mi dispiacevano affatto, in specifico la messaggistica centralizzata in stile Blackberry. Non si può tuttavia negare come il giudizio globale degli utenti nei confronti dell’interfaccia Motorola sia stato sempre negativo. Il Razr con ICS cambia totalmente strada. Siamo di fronte ad una ROM ICS quasi pura. Le pochissime personalizzazioni consistono in qualche widget e piccole varianti funzionali in qualche applicazione.

La schermata di blocco

Questa schermata è il primo elemento della nuova interfaccia ICS con il quale l’utente si trova ad interagire. Si basa sullo sblocco circolare rotativo di Android 4, dove l’utente con il dito “punta” allo sblocco del terminale, alla fotocamera, alla applicazione telefono e agli SMS. Completano la schermata  l’orologio, la barra delle notifiche (attiva anche nel blocco, come da manuale in ICS) e la selezione veloce tra la modalità suoneria e silenziosa. Sempre nella schermata di blocco è presente un widget audio che – quando una traccia audio è in esecuzione – presenta un pannello di controllo per gestire le tracce audio. Il carattere utilizzato globalmente è il Roboto, ben disegnato, molto leggibile e ben proporzionato. Devo sottolineare come l’uso del Roboto conferisce a tutta l’interfaccia ICS del Motorola Razr una sensazione di maggiore definizione e leggibilità rispetto alla versione precedente.

La schermata è la prima piacevole sorpresa, ben fatta ed elegante, migliora design e funzionalità rispetto alla versione di Android precedente. Unica pecca  l’impossibilità di personalizzazione dei 4 programmi nello sblocco rotativoi. Le altre modalità di sblocco del terminale sono quelle presenti in Android ICS, compreso il discusso “sblocco con sorriso” di dubbio utilizzo. Anche gli utenti Razr potranno quindi stupire gli amici per i soliti 2 minuti in pizzeria, prima di riattivare il più tradizionale (ed efficace) sblocco a rotazione.

Home screen

La Home di ICS sul Razr prosegue l’interpretazione dei canoni di Android 4. Una griglia 4 x 4 con un Dock alla base, capace di ospitare 4 icone personalizzabili e (in posizione centrale) l’accesso all’elenco delle applicazioni installate. La Home screen standard è così veloce ed efficace da non far rimpiangere Nova Launcher e gli altri.

I widget si collocano e si spostano nella modalità standard di Android 4.

A differenza di quanto avveniva con il Razr Gingerbread non è più possibile installare widget tenendo premuto il dito sulla Home screen (anche questo per rispettare le linee guida di ICS) ora occorre accedere alla schermata elenco App/Widget e trascinare da questa i Widget in posizione. Le applicazioni possono essere organizzate in cartelle (anche nella Home screen) semplicemente trascinandole le une sopra le altre.

Menu applicazioni

Un altro fattore che dimostra quanto l’interfaccia di questo terminale sia stata ridisegnata in aderenza agli standard. Due semplicissimi tab separati, uno per le  Applicazioni e uno per i Widget. In alto a destra l’accesso al Play Store. Lo scorrimento orizzontale per passare attraverso le varie schermate è veloce e privo di lag.

Un elemento personalizzato da Motorola, peraltro molto utile e ben implementato è la possibilità di assegnare le applicazioni a gruppi definibili. Questo permette di avere ad esempio la categoria “Game”, “Utility” ecc. Il sistema evidenzia nel medesimo menu automaticamente i programmi scaricati e quelli usati più di frequente, inserendoli in due gruppi specifici.

Altra personalizzazione di Motorola nel Menu applicazioni: tenendo premuto il dito su una applicazione si viene trasportati (con l’icona selezionata) alla Home Screen dove – volendo – è possibile rilasciare l’icona.  Proseguendo e trascinando  l’icona verso l’alto, sopra un menu “Altre Opzioni”, si potrà facilmente accedere a funzioni aggiuntive, come le informazioni sul programma in oggetto, oppure  la disinstallazione o la sua condivisione sui social network.

Notifiche

Godono dei miglioramenti di interfaccia introdotti da ICS. Dalla barra delle notifiche si può accedere alle preferenze di sistema. Personalmente ho arricchito l’area delle notifiche con le icone generate dalla comodissima App “Notification Toggle” gratuita ed  efficace.

Fotocamera

Quasi nulla di nuovo nella gestione della fotocamera/videocamera e del resto il Razr non è tra i migliori terminali sotto questo aspetto.

A livello funzionale salutiamo con piacere la possibilità di salvare singole foto mentre stiamo girando un video, semplicemente toccando l’icona di scatto nello schermo. Altre piccole personalizzazioni Motorola sono presenti a livello di interfaccia utente. Funzionalmente si nota la modalità “time lapse” e la funzionalità di “auto upload” rapido, per foto e video. Funzionalità appoggiata all’account Motocast (unico residuo del Motoblur pre ICS).

Multitasking, Impostazioni e Core Application

Premendo a lungo il tasto Home si accede al menu multitasking, tipico di ICS, scroll verticale per la lista applicazioni e swipe a destra o sinistra per rimuoverle dalla lista. La schermata delle Impostazioni è notevolmente migliorata con ICS e Motorola ne mantiene pienamente il look&feel.

Anche per le altre applicazioni precaricate Motorola ha seguito la release ICS. Unica applicazione sono state inserite (ottime) variazioni funzionali è “Telefono”. Lo stile dei numeri del dialer li vede più grandi e leggibili ed è benvenuta la possibilità di aggiungere un nuovo contatto direttamente da questa schermata. Altra variante apprezzabile è la presenza del microfono per comporre un numero a voce.

Durante la chiamata lo schermo appare appena differente e e la grafica è stata migliorata rispetto ad Android ICS di base.

Le altre applicazioni di base come Gmail, il Play Store, la Calcolatrice e le altre appaiono invariate rispetto al rilascio standard ICS.

Webtop reborn

L’applicazione che ridisegna l’interfaccia che appare collegando il Razr ad un accessorio compatibile Webtop esiste ancora. Ma con questa versione (Webtop 3.0) è decisamente migliore. Non è più fondata su una gestione proprietaria ma basata sulla “Android 4 tablet user experience”.

E’ oggi più facile usare il Razr con uno schermo grande come un rimpiazzo del desktop e questa – per coloro che la utilizzano – è una funzione utile e particolare.

Non occorre più quindi acquistare costosi accessori, basta una TV ed un cavo HDMI e l’interfaccia Android 4 ICS tablet sarà visibile (ed utilizzabile) in un attimo. Aggiungete tastiera e mouse e avrete una variante di Asus Padfone capace di girare semplicemente sulla TV.

Varie

Dettatura: Motorola ha integrato alla perfezione la dettatura di ICS (connessione dati richiesta) nella sua (ottima) tastiera. Una delle funzionalità che più apprezzo di Android, funziona oggi alla perfezione con il Razr

Test mode: Digitando *#*#4636#*#* si accede al menu diagnostico del Razr. Divertente da esplorare…

Smart Actions: Questa applicazione Motorola è presente, migliorata e capace di salvare davvero la batteria. E’ una grande applicazione anche divertente da utilizzare creativamente di cui ho già parlato in questo sito: qui provatela.

USB File transfer: Questa è una funzionalità importante. A differenza della maggioranza dei terminali ICS è possibile collegare il Razr al computer utilizzando la modalità Archivio di Massa. Questa – specialmente per gli utenti Mac – è una ottima notizia perché permette di non utilizzare il pessimo programma “Trasferimento file Android”. Brava Motorola per aver conservato questa funzionalità comodissima nell’utilizzo quotidiano!

Conclusione

Razr è un terminale sottovalutato. Anche a causa della cattiva fama della interfaccia Motoblur non ha avuto il successo che avrebbe potuto meritare. Adesso, sarà per le lamentele degli utenti, o per la recente acquisizione da parte di Google, la musica di Motorola sembra cambiata.

L’interfaccia ICS del Razr si presenta con una ROM pura che – con poche mirate ed intelligenti modifiche – convince e permette al Razr di tornare ad essere un potenziale protagonista. Consiglio di provare la nuova interfaccia Webtop 3.0. E’ una soluzione elegante, efficace e produttiva. E basta un normale cavetto HDMI.

Personalmente non ho notato (anche grazie alle Smart Actions) un grande impatto di ICS sulla batteria. Razr è il solito terminale che vi porterà a sera se usato con attenzione. Le prestazioni con ICS sono decisamente migliorate, non si notano microlag, se non di rado in certe condizioni (navigando ed installando da Play Store ad esempio). Se lo si utilizza pesantemente in rete 3g e WiFi (e non si possiede il razr Maxx) occorrerà comunque avere in tasca un caricabatteria. Del resto l’autonomia – inutile girarci attorno – è ancora la peggiore caratteristica di tutti i terminali Android.

 

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