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Sony rilascia delle API per la barra luminosa dei dispositivi Xperia

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Chi ama controllare ogni aspetto del proprio smartphone troverà ottima la notizia del recente rilascio da parte di Sony di nuove API per gestire la “barra luminosa” di molti dispositivi Xperia tra i quali SP, ZL, ZR, UL, A U, L, S, SL, P, Sole, Ion, Acro HD, Go, M, ed M dual.

Il nuovo set di istruzioni dedicate agli sviluppatori sono ancora in fase “sperimentale”, questo significa che al momento non è ancora disponibile una documentazione completa e non vi è ancora alcun supporto da parte dello staff tecnico Sony. Le API sono comunque in grado di gestire il colore del LED e la “pulsazione” nonché il tempo che passa tra una pulsazione e l’altra; si aggiunga inoltre la possibilità, sui modelli predisposti, di intervenire sul fade-in efade-out dei diversi colori.

Tutti gli sviluppatori interessati ad utilizzare le nuove API possono consultare ilrelativo articolo sul sito del produttore giapponese.

Sony Xperia Z: problemi con il LED di notifica?

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Sembra che molti utenti si stiano lamentando del funzionamento del LED di notifica su Xperia Z, che in pratica si accenderebbe solo durante la ricarica. Inizialmente si pensava ad un problema connesso alla modalità Stamina, che limitava l’utilizzo del LED per conservare batteria, ma anche disabilitandola le cose non sono cambiate e le notifiche per chiamate ed SMS stentano ad arrivare.

Qual è allora la soluzione? Sembra sia sufficiente effettuare un factory reset, dopo di che dovrete avere cura di non ripristinare alcun backup delle impostazioni ma regolare nuovamente tutto a mano (Wi-Fi, Bluetooth, display, ecc.). Soluzione senz’altro drastica ma a quanto pare efficace, in attesa magari di un fix da parte di Sony. Fateci attenzione quando comprerete il vostro nuovo Xperia Z, magari prima di aver installato centinaia di app.

Luci a LED ed effetti 3D nei futuri smartphone LG

LG brevetto LED

Se prestiamo fede ad un brevetto recentemente concesso ad LG, l’azienda coreana è al lavoro per personalizzare l’aspetto esteriore dei propri modelli, attraverso l’uso di illuminazione a LED ed oggetti in rilievo.

In particolare possiamo osservare nella figura 9A qui sopra, come quando il LED è spento i pulsanti offrano comunque un effetto stereoscopico (per quanto sia apprezzabile da una semplice illustrazione) mentre in 9B, l’effetto dovrebbe essere ancora più evidente grazie all’accensione dei LED sottostanti. Un simile paradigma sarebbe poi applicato anche al logo LG posto sul retro dello smartphone, un po’ come fa già da anni apple sui suoi MacBook, tanto per capirsi.

Ovvie le perplessità sul consumo di una simile soluzione, ma trattandosi di luci a LED non dovrebbe esserci nulla di cui preoccuparsi, e in ogni caso il giudizio in merito è rinviato al momento in cui vedremo simili modelli effettivamente in commercio.

Google ottiene un brevetto per uno smartphone con LED multipli

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Google ha appena ottenuto un brevetto per un dispositivo mobile dotato di più LED flash, comprensivo anche di varie configurazioni e casi d’uso. Facile puntare subito al prossimo Nexus, ma non è detto, e in ogni caso ci fa piacere che BigG presti attenzione al comparto fotografico, attorno al quale ruotano sempre più servizi. Le possibilità proposte poi sono molteplici ed originali: si va da unaghiera di 8 LED che circondano l’obiettivo della fotocamera, a 4 flash posti però su dei semicerchi all’interno dei quali possono muoversi liberamente, passando anche per una configurazione con i LED disposti su diversi lati del telefono, non solo su quello posteriore (magari a beneficio anche della fotocamera anteriore).

Secondo Google le ombre sono uno dei maggiori lati negativi nell’usare un singolo flash (o anche due, ma molto ravvicinati), anche se nulla implica che debbano essere per forza usati sempre tutti i LED: potrebbe essere il telefono ad abilitarne solo alcuni in base alle condizioni, oppure l’utente stesso a deciderlo, a seconda dell’effetto da ottenere. Inoltre potrebbero essere usati per esaltare l’effetto HDR, variando non solo il valore dell’esposizione ma anche il numero di flash attivi. Le possibilità sono insomma molteplici, al pari dei nuovi LED insomma. Se e quando li vedremo all’opera è però un altro paio di maniche, quindi eviteremo di farci troppo la bocca finché non emergeranno prove concrete.

 

 

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