Articoli con tag Google Glasses

Google Glass violerebbe troppo la privacy? Sì, secondo stopthecyborgs.org

NO Google Glass

A Londra, tre studenti neo-laureati hanno creato il gruppo “Stop the Cyborgs“: la loro preoccupazione è che, se i nuovi Google Glass dovessero diventare troppo popolari, la nostra privacy verrebbe invasa in maniera inaccettabile. Hanno creato i loghi che potete vedere dopo il salto e commercializzano tutta una serie digadget legati alla causa, dagli adesivi alle magliette, che alcuni negozi inglesi hanno già iniziato ad utilizzare.

“Se sono solo alcuni geek a indossarli, è un prodotto di nicchia e non penso sia un problema” ha detto Adam, un membro del gruppo, in una dichiarazione a Ars Technica, “Ma se improvvisamente tutti iniziano a indossarli e diventano importanti come gli smartphone — si può vedere come la cosa diventi molto intrusiva, molto velocemente. Il punto non è la tecnologia, è la cultura sociale che vi sta intorno”

In fondo Google vive sulla pubblicità, e la sua strategia consiste nel raccogliere enormi quantità di dati sui suoi utenti e studiarli al fine di proporre un servizio sempre più mirato. Ora immaginate che ogni persona in possesso di un paio diGlass diventi un GPS ambulante munito di riconoscimento facciale avanzato, con la potenzialità di registrare o scattare istantanee anche senza un ordine esplicito dell’utente… fa molto Grande Fratello, non è vero? I più pignoli potrebbero obiettare che lo stesso risultato si ottiene con i cellulari di nuova generazione, tuttavia, secondo il professore di legge Woodrow Hartzog, impugnare una macchina fotografica o uno smartphone non è paragonabile alla semplicità di indossare gli occhiali in quanto essi “abbassano il costo di transizione di scattare fotografie o riprendere video”: semplicemente guardando una persona sarà possibile ottenere molte informazioni su di essa, e trasmettere il tutto a Google.

Ci sono anche dei vantaggi, secondo il gruppo, per le persone dotate di handicap: ad esempio alcuni sviluppatori stanno cercando di trasformare la periferica in una “visione sostitutiva” per chi ne è privo. A questo proposito, Stop The Cyborgchiede che “Chi proibisce l’uso di questa tecnologia sulla sua proprietà dovrebbe rispettare il diritto di queste persone ad utilizzarla come assistenza”.

Possiamo dire che, come predetto, l’era del wearable computing è finalmente alle porte e le domande sono molteplici: che impatto avrà sul genere umano e sulle vite di ciascuno di noi? Come si evolverà la società in risposta a un’integrazione così profonda con la tecnologia? Dovremo ridefinire uno stravolto concetto di privacy?

 

 

Spunta un nuovo brevetto Sony per…Occhiali!

Sony Glasses

Il 21 Marzo 2013, l’ufficio brevetti americano ha pubblicato un brevetto da parte di Sony per una periferica Head Mounted Display (letteralmente “schermo posizionato in testa”) che assomiglia tremendamente al ben noto progetto Glass da parte di Google, come potete ammirate nell’immagine di testa. Questo brevetto per la verità ne segue molti altri, il primo dei quali risale a ottobre 2008, rivelando come il progetto sia in lavorazione già da anni. La vera novità di quest’ultimo risiede però nella modalità di utilizzo che viene proposta, non più dedicata esclusivamente a un futuro modo di (video)giocare, bensì ad un impiego assolutamente generico.

Non vi sono indizi se Sony abbia intenzione di creare un proprio Sistema Operativo per gli occhiali, o se voglia sfruttare Android, creando così una periferica alternativa e concorrente a Google Glass.

L’unica cosa che appare certa è come questo trend non ha intenzione di rallentare, anzi, attendiamo di vedere cosa ci riserverà in futuro e quali altri “concorrenti” decideranno di scendere in campo.

Duarte parla di Google Now e Glass: si tratta di un nuovo paradigma!

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Probabilmente Google Now non sta avendo il riscontro che meriterebbe, ma secondo Matias Duarte, responsabile dello sviluppo della user-experience suAndroid, le cose cambieranno presto… anzi, pare che il cambiamento sia già in atto e che col lancio dei Google Glass sarà presto davanti agli occhi di tutti.

SlashGear ha avuto una lunga discussione con Duarte al MWC per parlare diGoogle Now e Glass.

Nella sua intervista Duarte ha rivelato che Google Now potrebbe essere la nuova home screen di Android: “Google Now è una specie di nuovo paradigma”, dichiara l’uomo di Google, paragonando l’attuale home screen di Android a quello che potrebbe essere il pannello di controllo di un razzo spaziale con un sacco di pulsanti da pigiare di cui la maggior parte, con ogni probabilità, non verranno mai utilizzati per tutta la durata del viaggio.

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In effetti sarebbe auspicabile che un’interfaccia sia in grado di prevedere e presentarci solo ciò di cui l’utente ha bisogno, senza richiedere ogni volta un intervento umano: il dispositivo può accorgersi che siamo in strada tramite il GPS ed avvertirci che 10km più avanti c’è stato un incidente consigliandoci di prendere una deviazione, oppure suggerirci un buon ristorante se è arrivata l’ora di cena e non siamo ancora arrivata a casa, o ricordarci il nostro anniversario di matrimonio o il compleanno di un caro amico… insomma, in una parola Google NOW.

Duarte non parla certo di fantascienza, il problema semmai sta solo nel rendereGoogle Now talmente intelligente da sostituirsi alla nostra mente.

Parlando poi di user-experience Duarte dice una cosa interessante: i designer hanno una responsabilità, quella di fare in modo che l’utente sia presente nel mondo reale. Da questo si è passati a parlare di Google Glass, probabilmente uno degli esempi più fulgidi di come la tecnologia possa integrarsi nel mondo reale.

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Duarte sostiene che, fino ad ora, a causa di dispositivi lontani dalle logiche di relazione umane, nessuna interfaccia grafica è in grado di sostituirsi alla realtà, se ci troviamo in una stanza con delle persone e dobbiamo controllare il telefono, la nostra attenzione è totalmente catturata dal dispositivo e di conseguenza perdiamo i contatti con gli altri. Google Glass è un esempio di come l’utente possa interagire con la tecnologia senza perdere il contatto con il mondo circostante.

In conclusione Duarte riconosce come Google Now e Project Glass, oltre ad essere progetti strettamente legati alla medesima filosofiasiano appena agli inizi, e che solo l’esperienza utente potrà migliorarne l’efficacia.

Il futuro è davvero dietro l’angolo e, grazie ad uomini come Duarte, in un tempo relativamente breve potremmo assistere ad una nuova rivoluzione tecnologica che porterà gli utenti lontani anni luce dal piccolo mondo che sta dietro il display di uno smartphone.

Google potrebbe aprire dei negozi in stile “Apple Store” in USA e UK entro fine anno

Google-Store-London

Secondo una fonte ritenuta “estremamente affidabile” del sito 9to5google, entro la fine di quest’anno, in tempo per le festività, Google aprirà, almeno negli Stati Uniti, dei negozi fisici per vendere i propri prodotti, come già Apple fa da tempo e Microsoft ha iniziato a fare.

Questa decisione, sempre secondo la fonte, è dovuta al fatto che molti potenziali acquirenti hanno bisogno di vedere, toccare e provare un dispositivo con mano prima dell’acquisto, e con l’assistenza di personale addestrato direttamente da Google, questa potrebbe essere la spinta giusta che da tempo auspichiamo per il marchio Nexus, anche se ovviamente gli store venderanno anche i Chromebook, e chi lo sa, magari il tanto rivoluzionario X Phone di cui si parla tanto. Inoltre, l’arrivo nel prossimo anno dei Google Glass, che per forza di cose non saranno un prodotto economico (si parla di una cifra tra i 500 e i 1000 dollari sempre secondo queste indiscrezioni), avrebbe convinto l’azienda di Mountain View che ormai una presenza fisica è indispensabile per valorizzare i propri prodotti.

Detto questo, se dà una parte una maggiore diffusione dei prodotti Google in negozi presenti sul territorio non può che farci piacere, difficilmente vedremo uno di questi store nel nostro paese presto, ma per il momento, ci accontenteremmo anche del solo Google Play Devices.

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