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Google Glass potrebbe ricevere a breve un suo app store, un player audio e un lock screen

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Google Glass continua a crescere, e nel suo ultimo aggiornamento firmware sono state trovate indicazioni di cosa potrebbe arrivare a breve: un app store dedicato, chiamato elegantemente “Boutique“, un lettore musicale, finora assente ingiustificato, e finalmente anche un lock screen definitivo, che comunque era nell’aria già da un po’.

Il meccanismo di sblocco sembra in realtà piuttosto elaborato, volto non tanto ad impedire l’attivazione involontaria degli occhiali, quanto piuttosto ad evitare che qualcuno, a parte noi, possa usarli. Sono previsti quattro meccanismi di unlock, attraverso i quali passeremo scorrendo su e giù sul touchpad laterale, ed eseguendo per ciascuno delle swipe gesture orizzontalmente.

Per quanto riguarda lo store invece, non c’è assolutamente ancora niente di definitivo, ma sembra che comunque le applicazioni per Glass avranno una loro “casa”, e che sarà comunque possibilesincronizzare anche apk nativi per Android; quest’ultima parte è comunque meno chiara, dato che in fondo ci sono già le mirror API per sviluppare applicativi per gli occhiali e che nella maggior parte dei casi quelli nativi, per quanto compatibili, non girano certo al meglio. Tra l’altro ci sono segni anche di unpackage installer, sebbene non attivo; in ogni caso stiamo guardando solo ad una parte assai limitata del codice, e già siamo più che lieti della presenza di uno store dedicato: per esaminarne bene tutte le funzioni ci sarà senz’altro tempo.

Sul fronte multimediale ci sono tracce di un player audio, e ancor più esigui segnali di uno video; in compenso, con un piccolo hack, è già possibile abilitare la regolazione del volume dello speaker a conduzione ossea.

Altri indizi minori riguardano l’icona di un microfono rosso (registrazione audio?), e la possibilità di accedere alla timeline di un altro specifico utente Glass e una nuova opzione per navigare in rubrica con i movimenti della testa. In ogni caso si tratta di tutte caratteristiche future, che ancora non ci è dato sapere se e quando Google vorrà introdurre, ma di certo lock screen ed app store appaiono prioritari rispetto al resto.

L’app non ufficiale di Ingress arriva (più o meno) su Google Glass

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Sebbene speriamo che prima o poi ci sarà un’app ufficiale di Ingress per Glass, i fan del celebre gioco in realtà aumentata e proprietari degli occhiali di Google (non ce ne immaginiamo moltissimi al momento) saranno lieti di sapere che è in sviluppo un’app di terze parti, che permette di vedere i portali vicini e di hackerarli direttamente da Glass.

Purtroppo non è tutto oro quel che luccica, perché l’app non è ancora definitiva e sembra anzi presentare diversi problemi, ma in ogni caso non ci immaginiamo lunghe file di utenti arrabbiati al momento se se per curiosità voleste dare un’occhiata al codice sorgente lo trovate su GitHub.

 

 

Google Glass anche per sordi, daltonici e…tennisti!

Google Glass (9)

Tra i possibili utilizzi di Google Glass ve ne suggeriamo tre ai quali probabilmente non avevate pensato in prima battuta, ma come spesso accade, ciò che è superficiale per qualcuno, è importante per altri.

Prendete ad esempio un’app che è sostanzialmente un color picker: cosa ce ne faremmo quotidianamente? Poco e nulla. Ma montatela su Google Glass e date questi ultimi ad un daltonico, ed ecco che gli avrete fornito un mezzo (quasi) infallibile per determinare i colori (video a fine articolo).

E chi ha problemi di udito cosa c’entra in tutto questo? In maniera simile all’esempio precedente, Glass può raccogliere anche i rumori ambientali, ed in base a certi parametri fornire indicazioni all’utente circa l’intensità e la direzione del suono. Tutto questo è illustrato in un brevetto Google, dove si parla anche di microfoni multipli da collocare lungo la cornice degli occhiali per esaltarne l’effetto: una versione apposita di Glass insomma, che potrebbe però rivelarsi molto utile, e sebbene sia ancora tutto da dimostrare, ci fa piacere che Google stia indagando anche in questa direzione.

E infine veniamo a qualcosa di senz’altro meno serio, ma che rispecchia comunque un possibile caso d’uso: l’attività sportiva. In questo caso l’esempio è il tennis professionistico, ma siamo convinti che anche qualcosa di meno impegnativo vada bene lo stesso. Ecco quindi Bethanie Mattek-Sands, tennista e Glass Explorer, che si prepara per Wimbledon registrando e analizzando le sue giocate con Glass: la prospettiva è senz’altro unica, e chissà quanti altri sport/mestieri potrebbero trarre un insolito vantaggio da un insolito punto di vista: il proprio.

Largo quindi ad un paio di video, dell’app per daltonici e della tennista, seguiti da un’immagine che illustra il brevetto dedicato invece all’uso di Glass da parte di chi ha problemi di udito. (altro…)

Il primo teardown di Google Glass rivela il marchio “AW 2013″! (e tante altre cose)

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L’attuale look di Glass vi suonerà ormai piuttosto familiare, ma siamo convinti che l’immagine qui sopra sia piuttosto inedita e difficilmente ripetibile, almeno a breve. Nessuno si era infatti finora lanciato nell’immancabile teardown degli occhiali di Google, ovvero nel loro disassemblaggio, e sebbene la pratica non sia raccomandabile ad utenti inesperti, c’è da dire che sembra non sia troppo difficoltosa, al punto che gli autori “dell’esploso” qui sopra sono riusciti arimontare il tutto in modo perfettamente funzionante (al netto di piccoli danni estetici).

E cosa c’è dunque all’interno dei tanto agognati Glass? Iniziando dal display, questo ha una risoluzione di 640 x 360 pixel, mentre al suo fianco abbiamo la fotocamera da 5 megapixel, che non presenta differenze di rilievo rispetto a quella di un comune smartphone. La plastica attorno al prisma, che costituisce “il cuore” di Glass, copre anche il sensore di prossimità, ilgiroscopio, e quello che sembra essere un sensore di luminosità. Il pannello touch laterale è invece un modulo appositamente realizzato da Synaptics (siamo sicuri che il nome non abbia bisogno di presentazioni) ed è pilotato dal controller T1320A, utilizzato da tempo anche nei comuni portatili.

Le cose si fanno ancora più interessanti una volta giunti alla piastra madre (“a GOOGLE [X] production“), sulla quale troviamo la CPU TI OMAP443016 GB di memoria flash SanDisk, e un chip DRAM prodotto da Elpida.

Un piccolo tocco di humor: è possibile leggere chiaramente due scritte incise sulla scheda, che trovate in una delle immagini a fine articolo. La prima è AW 2013, chiaro segno che c’è lo zampino di AndroidWorld anche negli occhiali di Google; la seconda, assai meno seria, è “>9K” (traducibile con “oltre 9.000″), che solo i nostalgici di Dragon Ball potranno comprendere.

Tornando seri, arriviamo alla parte dietro l’orecchio, dov’è celata la batteria ai polimeri di litio con una capacità di 2,1 Wh (approssimativamente 570 mAh), ed è inutile aggiungere che non è removibile. Appena davanti alla batteria c’è lospeaker a conduzione ossea.

Questo conclude più o meno la “messa a nudo” di Google Glass.

 

 

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