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Google sistema una falla di Glass che ne permetteva il controllo remoto dopo la scansione di un codice QR

vulnerabilità glass

Nuovi dispositivi vengono violati in nuove maniere. Questa è la morale della favola secondo Lookout Security, che nel video a fine articolo ci spiega in modo molto semplice in cosa consisteva una vulnerabilità di Glass, appena “patchata” da Google.

In pratica, usando un codice QR malevolo scansionato dai Glass, l’attaccante diveniva in grado di visualizzarne i dati, e combinando il tutto con una vulnerabilità di Android 4.0.4 (su cui sono basati gli occhiali di Google), era in pratica possibile prendere il controllo degli occhiali. Questo avveniva a causa del meccanismo di scansione dei codici QR, dato che Glass, prima della patch di Google, reagiva automaticamente e silenziosamente a qualsiasi QR code catturato con la sua fotocamera.

Sebbene si trattasse comunque di un attacco piuttosto particolare e non proprio comune, fa piacere vedere la solerzia di Google e di Lookout, anche perché sono queste le sfide che Glass dovrà vincere (tra le tante) prima e dopo il suo arrivo in commercio.

 

Google Glass anche per sordi, daltonici e…tennisti!

Google Glass (9)

Tra i possibili utilizzi di Google Glass ve ne suggeriamo tre ai quali probabilmente non avevate pensato in prima battuta, ma come spesso accade, ciò che è superficiale per qualcuno, è importante per altri.

Prendete ad esempio un’app che è sostanzialmente un color picker: cosa ce ne faremmo quotidianamente? Poco e nulla. Ma montatela su Google Glass e date questi ultimi ad un daltonico, ed ecco che gli avrete fornito un mezzo (quasi) infallibile per determinare i colori (video a fine articolo).

E chi ha problemi di udito cosa c’entra in tutto questo? In maniera simile all’esempio precedente, Glass può raccogliere anche i rumori ambientali, ed in base a certi parametri fornire indicazioni all’utente circa l’intensità e la direzione del suono. Tutto questo è illustrato in un brevetto Google, dove si parla anche di microfoni multipli da collocare lungo la cornice degli occhiali per esaltarne l’effetto: una versione apposita di Glass insomma, che potrebbe però rivelarsi molto utile, e sebbene sia ancora tutto da dimostrare, ci fa piacere che Google stia indagando anche in questa direzione.

E infine veniamo a qualcosa di senz’altro meno serio, ma che rispecchia comunque un possibile caso d’uso: l’attività sportiva. In questo caso l’esempio è il tennis professionistico, ma siamo convinti che anche qualcosa di meno impegnativo vada bene lo stesso. Ecco quindi Bethanie Mattek-Sands, tennista e Glass Explorer, che si prepara per Wimbledon registrando e analizzando le sue giocate con Glass: la prospettiva è senz’altro unica, e chissà quanti altri sport/mestieri potrebbero trarre un insolito vantaggio da un insolito punto di vista: il proprio.

Largo quindi ad un paio di video, dell’app per daltonici e della tennista, seguiti da un’immagine che illustra il brevetto dedicato invece all’uso di Glass da parte di chi ha problemi di udito. (altro…)

Larry Page rassicura sulla privacy di Glass: “la gente non collasserà in bagno dalla paura!”

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Parlando all’annuale incontro degli azionisti Google, Larry Page ha rilasciato alcune dichiarazioni molto serene circa l’uso di Glass e i possibili problemi di privacy che sono stati più volte sollevati da molte fonti:

Non è un così grande problema. Non svieni dal terrore che qualcuno possa usare Glass mentre siete in un bagno comune, così come non svieni dal terrore quando qualcuno entra con uno smartphone che potrebbe a sua volta catturare una foto.

L’esempio quanto mai colorito, evidenzia la convinzione (mista a frustrazione) di Page, probabilmente in seguito al fatto che anche note testate giornalistiche americane hanno messo in dubbio proprio il fattore privacy e, non certo da ultimo, a causa di una lettera inviata dal Congresso al CEO di Google, nella quale si chiedevano chiarimenti in merito al fatto che Glass “possa violare la privacy dell’americano medio.”

In ogni caso niente rilevamento del volto (e niente porno) su Google Glass, ma se questa è la risposta di Page, ci auguriamo solo che nessuno dei membri del congresso usi spesso un bagno pubblico, o potrebbero non gradirla.

Un nuovo aggiornamento di Google Glass migliora sensibilmente l’esperienza fotografica

Il punto debole di Glass in ambito fotografico sono senz’altro gli scatti in condizioni di scarsa luminosità, è stato un difetto evidente fin dall’inizio e accentuato dall’ovvia mancanza di un flash, ma come abbiamo ripetuto più volte, i giudizi troppo severi sono ancora prematuri, dato che si tratta di un dispositivo in piena via di sviluppo. Lo sottolinea anche Google, ribadendo che il software di Glass viene aggiornato ogni mese, ed illustrandoci quindi le principali novità dell’update odierno.

  • Migliori foto su Glass

Come avrete capito le foto sono al primo punto dell’ordine del giorno. Adesso la fotocamera è in grado di catturare una rapida sequenza di scatti ogni volta che facciamo una foto, combinandoli poi assieme per ottenere un risultato migliore. Detta così suona molto simile all’HDR, con il quale in effetti presenta delle forti affinità, tanto che anche le foto più scure saranno ora meno problematiche grazie a una sorta di auto bracketing. Google afferma inoltre che tutto ciò funziona bene anche con soggetti in movimento. A fine articolo vi lasciamo qualche scatto prima/dopo l’update in modo che possiate fare un raffronto, ma se volete vederne altri c’è una galleria in alta risoluzione che vi aspetta qui.

  • Didascalia

È stata aggiunta la possibilità di inserire un sottotitolo alle immagini, che ci verrà proposto in automatico di dettare quando vorremo condividere una foto con Glass.

Per le prove su strada comunque è ancora presto, ma di certo fa piacere vedere come il lavoro su Glass continui con efficacia.

 

 

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