Articoli con tag giochi

Auralux non è più un’esclusiva Tegra: lo strategico è disponibile per molti altri dispositivi

auralux

Risale a luglio 2012 la notizia dell’arrivo sul Play Store di Auralux, un peculiare gioco di strategia indie, già disponibile per PC, che al momento del suo arrivo era stato lanciato come esclusiva Tegra (a detta dello sviluppatore i molti effetti di luce erano migliori grazie ai SoC di NVIDIA). A quasi un anno di distanza il gioco lascia questa esclusività e diventa disponibile anche per i “comuni mortali” (se ci passate la battuta).

Di cosa si tratta: Auralux è uno strategico davvero particolare, che si basa sul controllo di eserciti di particelle colorate. Il giocatore, tramite l’uso di nuvole composte da queste particelle, deve conquistare dei nuclei colorati che permettono di generare ancora più particelle. Il meccanismo si basa sul fatto che ci siano altri giocatori controllati dalla CPU che combattono per il controllo completo di tutti i nuclei. I combattimenti tra particelle inoltre provocano suoni che vanno a comporre musiche rilassanti.

Il gioco è gratuito e, come detto all’inizio dell’articolo, non è più un’esclusiva Tegra. Gratuito sì, ma con gli acquisti in-app atti a sbloccare ulteriori livelli di gioco. Che dire quindi: vi lasciamo con il link al Play Store così potrete provare con mano tutti i pregi di un gioco originale (che è comunque ispirato a precedenti titoli per PC e non solo).

 

Carmageddon arriverà (finalmente) su Android venerdì 10 maggio!

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Dopo mesi di attesa (per non dire quasi un anno) è ora giunto il momento: Carmageddon sbarcherà sul robottino tra una settimana, e per ringraziare i fan della pazienza, solo il giorno del lancio, sarà disponibile una speciale edizione promo del gioco, completamente gratuita. Non chiedeteci ora i termini esatti di questa versione, perché non sono chiari: è probabile che siano rilasciata due app, una a pagamento (prezzo ufficiale ancora ignoto) e una che sarà disponibile gratuitamente solo per le prime 24 ore, in modo poi che questa seconda versione non riceva tutti gli aggiornamenti futuri (nel comunicato si parla di “an exclusive PROMO edition of the game”, il che sembra appunto distinguerla dall’edizione regolare).

In ogni caso nulla è scontato e probabilmente conosceremo i termini esatti solo venerdì prossimo. Per adesso vi lasciamo con il trailer ufficiale del gioco, in attesa delle vostre sanguinolente sgommate venerdì prossimo.

Primi indizi di Google Games: il gioco si fa serio con multiplayer, classifiche, chat e trofei!

google games

“Smontando” l’apk di MyGlass, i colleghi di AndroidPolice si sono accorti di qualcosa che con gli occhiali di Google non ha molto a che fare, dato che a quanto pare Google ha incluso l’intera suite dei Google Play Services nella nuova app, il che è quantomeno strano. Tra questi è stato individuato un backend per un nuovo servizio di gioco in multiplayer, che i giocatori più incalliti (e non solo loro) stanno attendendo ardentemente da tempo; e dobbiamo aggiungere che sembra esserci davvero pane per i denti di chiunque!

Tanto per chiarire come mai pensiamo che che si sia trattato di “una svista”, date un’occhiata alla seguente immagine:

servizi

Come vedete le applicazioni più comuni hanno una serie di cartelle che ben si adatta alle loro funzioni, niente di più, niente di meno. MyGlass ha tutto. Dato che, come abbiamo già visto, è tramite essa che anche app di terze parti potranno comunicare con Glass, forse a questo primo livello non c’è stata alcuna scrematura, e nell’app sono stati inseriti in pratica tutti i servizi di Google possibili e immaginabili, senza pensarci troppo su. Ecco quindi che al suo interno troviamo anche la cartella “games”, dentro la quale c’è un po’ di tutto:

  • Real-time multiplayer: FPS, corse, MMORPG e chi più ne ha più ne metta, tutto gestito dai veloci server di Google? Un sogno!
  • Turn-based multiplayer: perché limitarsi al solo real-time? Ecco quindi che scacchisti e strateghi avranno di che rallegrarsi.
  • In game chat: può davvero mancare un servizio per scambiarsi messaggi durante il gioco? No di certo!
  • Riconoscimenti: si gioca per la gloria, ma anche per dimostrare qualcosa e soprattutto per ricevere in cambio qualcosa.
  • Classifiche: qui potrete vedere le migliaia di persone più forti di voi. O forse no?
  • Inviti: mai giocare da soli, meglio invitare un amico e divertirsi in due.
  • Stanze di discussione: prima che il gioco vero e proprio inizi, è bene pianificare le proprie mosse, scegliere la squadra, le tattiche e le formazioni. Possiamo chiamarlo “spogliatoio”?

Questo più o meno è tutto ciò che la cartella “games” ci rivela. Impossibile spremerla ulteriormente, perché parlando di un servizio online il vero nocciolo della questione avviene altrove, e non all’interno dell’app, ma comunque l’idea generale è abbastanza chiara ed invitante. Che sia questa una delle novità di punta del prossimo Google I/O? Non possiamo esserne sicuri, ma il fatto che tracce così evidenti siano state incluse in MyGlass, anche se “per errore”, lascia intendere che stiamo guardando ad un lavoro fatto e compiuto, e non ad unwork in progress. Chiariamo solo, a scanso di equivoci, che il termine “Google Games” non è scritto da nessuna parte, è solo il più semplice prestanome che potessimo usare, e considerando quanto di lui è già stato svelato, forse il nome reale sarà l’unica vera sorpresa che arriverà dal palco il giorno del suo annuncio ufficiale.

 

Editoriale: Hardcore Gamer e Casual Gamer esistono veramente?

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Parliamoci chiaro, prima i videogiochi non erano visti di buon occhio dalla gente comune. Non che ora siano riconosciuti come una forma d’arte, ma dalla fine degli anni ottanta e poi per buona parte degli anni novanta, se nei tuoi hobby principali rientravano i videogiochi, di sicuro venivi visto come un individuo piuttosto singolare, praticamente uno “sfigato”. Il gamer era visto come una persona che, avendo difficoltà a socializzare e a stare con gli altri, si rifugiava nel suo mondo virtuale, fatto di sfide impegnative che lo mettessero alla prova.

Nel corso degli anni, sarà stato il nuovo approccio improntato al multiplayer, l’implementazione delle funzioni sociali, o ancora la riduzione della difficoltà (ne abbiamo parlato nello scorso editoriale), il concetto di videogame ha subito una sorta di trasformazione, di metamorfosi, separando con un colpo netto i gamer di tutto il mondo. Oramai i videogiochi spopolano ovunque, persino nei social network: è difficile non trovare un gioco adatto ad una persona, ai suoi interessi, alle sue priorità. Questa metamorfosi ha letteralmente terrorizzato i gamer più incalliti, coloro che amano definirsi “Hardcore Gamer”, poiché sembra che gli sviluppatori di videogiochi si stiano muovendo verso un’utenza più casual, un mercato studiato più per i “Casual Gamer”, che per gli hardcore. Quest’oggi vorrei parlarvi proprio di queste categorie di gamer che si sono venute a creare nel corso degli anni e, soprattutto, mostrarvi come il mero significato di queste tipologie di giocatori si sia modificato totalmente nel tempo (e al termine mi piacerebbe leggere anche la vostra opinione a riguardo).

 

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Buzz spiega a Woody le varie categorie di videogiocatori.

Una decina di anni fa, la categoria degli Hardcore Gamer era considerata come quella piccola nicchia di gamer talmente capace da ottenere l’appellativo di “Pro”, ossia un giocatore pronto alle sfide competitive a livelli alti, a loro volta retribuite in denaro. La categoria dei Casual Gamer comprendeva invece tutto il resto dei giocatori, indipendentemente dal tempo dedicato al gioco. Al giorno d’oggi, la categoria dei “Pro Gamer” è riuscita a potenziarsi sempre più, grazie a servizi quali Twitch.tv dove poter mostrare a tutto il mondo in diretta streaming le proprie abilità. Per le categorie Hardcore e Casual, invece, la situazione è cambiata.

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James Rolfe aka AVGN, il Nerd più conosciuto sul web.

Gli Hardcore Gamer di oggi sono i giocatori che dedicano parecchio tempo ai videogiochi, quelli che (spesso) gettano fango sulla maggior parte dei nuovi titoli, i nostalgici, quelli che sentono il mondo videoludico dentro di loro, i giocatori più incalliti. Mentre i Casual Gamer sono dei videogiocatori occasionali e che si dedicano a giochi perlopiù semplici e veloci, che giochicchiano sui social network e sul cellulare, quelli che giocano su console solamente ai titoli più commerciali. Certo, queste sono le “macro” categorie ma, a loro volta, vengono seguite da piccoli sottoinsiemi che delineano in maniera specifica gli interessi e le priorità dei vari gamer.

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Uno dei famosi poster dedicati al mondo dei videogiochi.

Secondo voi, gentile utenza di Androidworld.it, è giusto “categorizzare” i gamer? È corretto identificare e in un certo senso “marchiare” un giocatore in base a ciò che piace? A mio avviso, affermo con un piacevole senso di libertà di non appartenere a nessuna delle categorie sopracitate e trovo inutile delineare un giocatore in base alle proprie preferenze. Questo non ha niente a che vedere con l’essere amanti di un determinato genere e non dell’altro, ma parlo esclusivamente della categorizzazione tra Hardcore Gamer e Casual Gamer. Tra l’altro, persino i Pro Gamer non sono più da considerarsi una categoria, anzi, è diventato un vero e proprio lavoro: essere un Pro Gamer vuol dire dedicare anima e corpo al gioco, facendo allenamenti giornalieri nei giochi più competitivi presenti sul mercato, anche se molti sono scettici a riguardo e vedono questo mondo del pro gaming ancora distante, ma questa è un’altra storia.

Concludendo, voi che tipo di gamer siete? Riuscite ad identificarvi in una categoria o semplicemente giocate a ciò che vi pare? Il mio consiglio è quello di lasciar perdere queste sorte di pregiudizi e di giocare ai videogame (e ai generi) che piacciono e, perché no, anche a quelli non proprio apprezzati: un’esperienza a 360° gradi potrebbe rivelarsi positiva, chissà, forse in seguito rivaluterete una tipologia di gioco che non è mai riuscita ad appassionarvi!

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