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Carmageddon arriverà (finalmente) su Android venerdì 10 maggio!

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Dopo mesi di attesa (per non dire quasi un anno) è ora giunto il momento: Carmageddon sbarcherà sul robottino tra una settimana, e per ringraziare i fan della pazienza, solo il giorno del lancio, sarà disponibile una speciale edizione promo del gioco, completamente gratuita. Non chiedeteci ora i termini esatti di questa versione, perché non sono chiari: è probabile che siano rilasciata due app, una a pagamento (prezzo ufficiale ancora ignoto) e una che sarà disponibile gratuitamente solo per le prime 24 ore, in modo poi che questa seconda versione non riceva tutti gli aggiornamenti futuri (nel comunicato si parla di “an exclusive PROMO edition of the game”, il che sembra appunto distinguerla dall’edizione regolare).

In ogni caso nulla è scontato e probabilmente conosceremo i termini esatti solo venerdì prossimo. Per adesso vi lasciamo con il trailer ufficiale del gioco, in attesa delle vostre sanguinolente sgommate venerdì prossimo.

Editoriale: Hardcore Gamer e Casual Gamer esistono veramente?

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Parliamoci chiaro, prima i videogiochi non erano visti di buon occhio dalla gente comune. Non che ora siano riconosciuti come una forma d’arte, ma dalla fine degli anni ottanta e poi per buona parte degli anni novanta, se nei tuoi hobby principali rientravano i videogiochi, di sicuro venivi visto come un individuo piuttosto singolare, praticamente uno “sfigato”. Il gamer era visto come una persona che, avendo difficoltà a socializzare e a stare con gli altri, si rifugiava nel suo mondo virtuale, fatto di sfide impegnative che lo mettessero alla prova.

Nel corso degli anni, sarà stato il nuovo approccio improntato al multiplayer, l’implementazione delle funzioni sociali, o ancora la riduzione della difficoltà (ne abbiamo parlato nello scorso editoriale), il concetto di videogame ha subito una sorta di trasformazione, di metamorfosi, separando con un colpo netto i gamer di tutto il mondo. Oramai i videogiochi spopolano ovunque, persino nei social network: è difficile non trovare un gioco adatto ad una persona, ai suoi interessi, alle sue priorità. Questa metamorfosi ha letteralmente terrorizzato i gamer più incalliti, coloro che amano definirsi “Hardcore Gamer”, poiché sembra che gli sviluppatori di videogiochi si stiano muovendo verso un’utenza più casual, un mercato studiato più per i “Casual Gamer”, che per gli hardcore. Quest’oggi vorrei parlarvi proprio di queste categorie di gamer che si sono venute a creare nel corso degli anni e, soprattutto, mostrarvi come il mero significato di queste tipologie di giocatori si sia modificato totalmente nel tempo (e al termine mi piacerebbe leggere anche la vostra opinione a riguardo).

 

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Buzz spiega a Woody le varie categorie di videogiocatori.

Una decina di anni fa, la categoria degli Hardcore Gamer era considerata come quella piccola nicchia di gamer talmente capace da ottenere l’appellativo di “Pro”, ossia un giocatore pronto alle sfide competitive a livelli alti, a loro volta retribuite in denaro. La categoria dei Casual Gamer comprendeva invece tutto il resto dei giocatori, indipendentemente dal tempo dedicato al gioco. Al giorno d’oggi, la categoria dei “Pro Gamer” è riuscita a potenziarsi sempre più, grazie a servizi quali Twitch.tv dove poter mostrare a tutto il mondo in diretta streaming le proprie abilità. Per le categorie Hardcore e Casual, invece, la situazione è cambiata.

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James Rolfe aka AVGN, il Nerd più conosciuto sul web.

Gli Hardcore Gamer di oggi sono i giocatori che dedicano parecchio tempo ai videogiochi, quelli che (spesso) gettano fango sulla maggior parte dei nuovi titoli, i nostalgici, quelli che sentono il mondo videoludico dentro di loro, i giocatori più incalliti. Mentre i Casual Gamer sono dei videogiocatori occasionali e che si dedicano a giochi perlopiù semplici e veloci, che giochicchiano sui social network e sul cellulare, quelli che giocano su console solamente ai titoli più commerciali. Certo, queste sono le “macro” categorie ma, a loro volta, vengono seguite da piccoli sottoinsiemi che delineano in maniera specifica gli interessi e le priorità dei vari gamer.

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Uno dei famosi poster dedicati al mondo dei videogiochi.

Secondo voi, gentile utenza di Androidworld.it, è giusto “categorizzare” i gamer? È corretto identificare e in un certo senso “marchiare” un giocatore in base a ciò che piace? A mio avviso, affermo con un piacevole senso di libertà di non appartenere a nessuna delle categorie sopracitate e trovo inutile delineare un giocatore in base alle proprie preferenze. Questo non ha niente a che vedere con l’essere amanti di un determinato genere e non dell’altro, ma parlo esclusivamente della categorizzazione tra Hardcore Gamer e Casual Gamer. Tra l’altro, persino i Pro Gamer non sono più da considerarsi una categoria, anzi, è diventato un vero e proprio lavoro: essere un Pro Gamer vuol dire dedicare anima e corpo al gioco, facendo allenamenti giornalieri nei giochi più competitivi presenti sul mercato, anche se molti sono scettici a riguardo e vedono questo mondo del pro gaming ancora distante, ma questa è un’altra storia.

Concludendo, voi che tipo di gamer siete? Riuscite ad identificarvi in una categoria o semplicemente giocate a ciò che vi pare? Il mio consiglio è quello di lasciar perdere queste sorte di pregiudizi e di giocare ai videogame (e ai generi) che piacciono e, perché no, anche a quelli non proprio apprezzati: un’esperienza a 360° gradi potrebbe rivelarsi positiva, chissà, forse in seguito rivaluterete una tipologia di gioco che non è mai riuscita ad appassionarvi!

Project Shield di NVIDIA alle prese con Arma Tactics

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La abbiamo vista alle prese con The Conduit HD, con Riptide GP 2, con Dead on Arrival 2, con Need for Speed Most Wanted, con Borderlands 2 e non solo: stiamo parlando di NVIDIA Shield, la console portatile a marchio NVIDIAdotata di SoC Tegra 4 che tra qualche mese invaderà i mercati di tutto il mondo (si spera). Tra i giochi annunciati che sarebbero stati disponibili al lancio vi eraArma Tactics, un gioco di strategia a turni basato sulle tattiche militari appunto, dotato di un ottimo motore grafico tridimensionale.

 

Visti gli innumerevoli precedenti video, perché non concedersi un ulteriore videoche va a mostrare alcune delle caratteristiche del titolo e che fa ovviamentesfoggio delle capacità di NVIDIA Shield? Eccovi quindi serviti con questo veloce video che ci mostra come l’uso combinato di touch screen e controlli fisici (compresi i pulsanti posteriori) siano un’ottima combinazione di gioco, specialmente in uno strategico come questo. Buona visione!

NVIDIA mostra Battlefield 3 su GPU Kepler

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Non lo chiamiamo Tegra 5 solo perché il CEO di NVIDIA non ha specificato che lo sia, ma quello che trovate a fine articolo è comunque un video che mostra una GPU con architettura Kepler, la stessa che troveremo appunto nel futuro SoC Logan, nome in codice per Tegra 5.

Jen-Hsun Huang ha preso infatti parola durante l’annuale meeting degli investitori nella sua azienda, proiettando un filmato che mostra un gioco all’attuale stato dell’arte su iPad, seguito poi da Battlefield 3 eseguito su quello che probabilmente è un hardware di sviluppo della stessa azienda basato su Kepler.

Inutile dire che illuminazione dinamica, effetti particellari, ombre, illuminazione in HDR e altro sembrano decisamente a livello console, e di quelle di fascia alta, più che di terminali mobili. Inutile comunque fantasticare troppo, perché se Tegra 4 non sarà realtà prima della seconda metà abbondante dell’anno, per Tegra 5 dovremo aspettare ancora di più, e nel frattempo la concorrenza non sarà certo rimasta a guardare, né in ambito mobile, né in quello da salotto con le nuove Xbox e PlayStation.

 

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