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Distribuzione Android di luglio 2013: Jelly Bean supera finalmente Gingerbread!

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Eccoci giunti, con un po’ di ritardo questa volta (ma non per colpa nostra), al consueto appuntamento mensile sui dati della distribuzione di Android, che vedono finalmente, dopo un anno di rincorsa, il sorpasso di Gingerbread da parte di Jelly Bean. Il pan di zenzero scende infatti al 34,1%, mentre le caramelle gommose (nella loro duplice incarnazione 4.1.x + 4.2.x) giungono al 37,9%.

Se a quest’ultima cifra sommiamo anche il 23,3% di Ice Cream Sandwich, otteniamo un promettente61,2%, il che significa che circa 2 Android su 3 hanno ICS o successiva versione di Android. Nelle retrovie non si registra invece nulla di particolare.

Versione Nome in codice API Distribuzione
1.6 Donut 4 0.1%
2.1 Eclair 7 1.4%
2.2 Froyo 8 3.1%
2.3.3 –
2.3.7
Gingerbread 10 34.1%
3.2 Honeycomb 13 0.1%
4.0.3 –
4.0.4
Ice Cream Sandwich 15 23.3%
4.1.x Jelly Bean 16 32.3%
4.2.x 17 5.6%

Riportiamo anche la tabella relativa a dimensione e densità degli schermi, che evidenzia (ovviamente) un aumento di dispositivi con diagonale maggiore:

ldpi mdpi tvdpi hdpi xhdpi xxhdpi Total
Small 9.9% 0.1% 10.0%
Normal 0.1% 16.0% 34.9% 24.0% 4.9% 79.9%
Large 0.6% 3.2% 1.0% 0.4% 0.5% 5.7%
Xlarge 4.1% 0.2% 0.1% 4.4%
Total 10.6% 23.3% 1.0% 35.6% 24.6% 4.9%

Nulla di particolare infine da segnalare in merito alla versione di OpenGL ES utilizzata, con la 2.0 & 1.1 sul 99,8% dei dispositivi, e la sola 1.1 sullo 0,2% rimanente.

Google fornisce le statistiche Android di settembre, con qualche novità

Altro mese, altro giro a dare un’occhiata ai dati sulla distribuzione Android. Inutile sottolineare che Gingerbread la fa ancora da padrone, ma si registrano segnali di crescita sia per Ice Cream Sandwich che Jelly Bean; inoltre Google ha aggiunto dati su schermo e OpenGL.

Avevamo lasciato lo scorso mese ICS sul 16% dei dispositivi, con Jelly Bean fermo allo 0,8%: questo mese troviamo Ice Cream Sandwich al 20,9% Jelly Bean all’1,2%, grazie ad un calo di Gingerbread che passa dal 60,6% al 57,5%, diFroyo (15,5% contro 14%) come ben riassume la tabella seguente:

Version Codename API Distribution
1.5 Cupcake 3 0.2%
1.6 Donut 4 0.4%
2.1 Eclair 7 3.7%
2.2 Froyo 8 14%
2.3 – 2.3.2 Gingerbread 9 0.3%
2.3.3 – 2.3.7 10 57.2%
3.1 Honeycomb 12 0.5%
3.2 13 1.6%
4.0 – 4.0.2 Ice Cream Sandwich 14 0.1%
4.0.3 – 4.0.4 15 20.8%
4.1 Jelly Bean 16 1.2%

A margine di questo troviamo anche altri interessanti dati su dimensione dello schermo e densità:

ldpi mdpi hdpi  xhdpi
small 1.1% 1.7%
normal 0.4% 11.4% 51.9% 22.3%
large 0.1% 2.5% 3.9%
xlarge 4.7%

Non molte sorprese quindi, la maggior parte degli androidi ha uno schermo di dimensioni normali con un’alta (ma non altissima) densità di pixel.

Per quanto riguarda invece la versione di OpenGL utilizzata la netta maggioranza degli androidi ha la 2.0:

OpenGL ES Version Distribution
1.1 only 9.2%
2.0 & 1.1 90.8%

Editoriale: PDK e vari Nexus basteranno a ricomporre il puzzle della frammentazione?

Il titolo è molto probabilmente emblematico di cosa ci siamo chiesti durante la presentazione della nuova Major Release di Google ed è ancor più verosimilmente una domanda a cui non possiamo ancora rispondere. E sembra che neanche i produttori siano poi così ansiosi di illuminarci.

 

I nostri colleghi di The Verge sono infatti riusciti a domandare a diverse aziende alcune informazioni circa gli eventuali aggiornamenti ma le risposte sono state quanto mai incerte: AcerASUS e HTC hanno replicato con un grigio“no comment”LG ha invece rivelato che nei propri uffici si sta valutando l’opzioneaggiornamento sui terminali in commercio (sperando di non incappare in problemi e ritardi alla Gingerbread e Ice Cream Sandwich), mentre Motorola è formalmenteassente (Google aveva detto che non sarebbe stata favorita, in fin dei conti). L’unica casa a sbottonarsi un po’ è stata (com’era prevedibile) Samsung: l’azienda coreana aggiornerà alcuni dispositivi a Jelly Bean, ricordando che è stata proprio lei a produrre il Nexus S e il Galaxy Nexus, omettendo però quali saranno i criteri della scelta (non ci resta che augurarci che non siano come quelli utilizzati per l’aggiornamento ad Ice Cream Sandwich, sarebbe oltremodo grottesco vedere Android 4.1 funzionare fluidamente su un single core e non averlo su un Galaxy S II).

Pensandoci bene, una delle sorprese è senza dubbio il silenzio di ASUS: il Nexus 7 è opera proprio di quest’ultima e la maggioranza dei suoi prodotti di quest’anno vengono venduti con un hardware molto simile, ma staremo a vedere.

Sul fronte CyanogenMod, tutto continua a tacere: dalla pagina di Google+veniamo a sapere che il team attende i sorgenti (hanno ripetuto un concetto già trattato in passato), senza specificare se la nuova versione sarà contraddistinta da un 9.1 oppure da un 10 tondo.

Le premesse sono quanto mai incerte e pare che nessuno abbia voglia di sbilanciarsi: senza ombra di dubbio, Google ce la sta mettendo tutta per sveltire le procedure di porting di Android per i vari dispositivi, basti pensare al PDK o ai vari Nexus di cui si vocifera, ma saranno sufficienti un paio di mesi ai produttori per andare a mettere mano nei più reconditi recessi di Android (e del suo kernel) e integrare così le proprie interfacce?  (Ditelo a Samsung.) Oppure, come il diavoletto sulla spalla suggerisce, quella di Mountain View è una mossa per togliersi d’impiccio in caso di ritardo degli aggiornamenti?

Queste ultime domande ci portano a considerare un aspetto non proprio roseodella faccenda: se Google è in grado di ricompilare il proprio sistema operativo per Nexus S (perché di questo si tratta, compilare con driver diversi), in tempi molto brevi e senza andare a toccare l’interfaccia, non starà proprio lì il problema? Non mettiamo in dubbio che a Mountain View possano aver lavorato in contemporaneasu più terminali, ma viene difficile pensare che il porting non sia iniziato con un prodotto già praticamente completo (e il PDK dato alle aziende va comunque testato,  quale migliore occasione?), se non altro per l’utilizzo delle risorse (nemmeno Google le ha infinite), quindi il dito va a puntare sempre ed inesorabilmente verso quelle pesanti modifiche che i produttori amano apportare al nostro robottino verde.

Aggiungiamo quindi alle domande che abbiamo già lasciato in sospeso una questione che abbiamo già trattato ma che, purtroppo, non è ancora passata di moda: servono davvero queste personalizzazioni? O forse Google dovrebbemettere un puntino sulle i e decidere che Android deve essere Android e non xyzUI?

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