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Un informatore affidabile conferma il nuovo Gmail che dovrebbe arrivare a breve

gmail

Gmail è uno dei prodotti chiave di Google, e sembra proprio che così come Maps, anche il famoso servizio di posta elettronica di Big G sia pronto a subire unimportante aggiornamento, del quale vi abbiamo dato notizia pochi giorni fa.

Abbiamo subito ritenuto verosimile la notizia e oggi possiamo aggiungere una ulteriore conferma: l’utente Ryan_Socio che spesso scrive sul forum di The Verge (più di una volta ci ha rivelato indiscrezioni rivelatesi reali) ha rivelato che le immagini sono reali. Gmail sarà dunque diviso in cinque sezioni (Primary, Social, Promotions, Updates e Forums), e penserà autonomamente a filtrare la vostra casella mail.

Confermata anche l’app per Android che adotterà anch’essa una sidebar: Ryan afferma che uno swype dalla sinistra servirà per richiamarla, ma resterà attivo anche lo swype per archiviare/eliminare i messaggi (in fondo anche Google Earth gestisce due diversi comportamenti per lo swype orizzontale). La nuova versione arriverà prestissimo, tanto che alcuni utenti potrebbero già avercela, ma ci aspettiamo comunque un annuncio ufficiale da parte di Google per un cambiamento tanto importante.

A seguire vi riportiamo ancora una volta gli screenshot della versione web e mobile (a sinistra Android, a destra iOs) di quello che quasi sicuramente sarà il nuovo Gmail:

 

Nuove funzioni per Google Glass, che intanto riceve le immagini ufficiali e la prima ClockworkMod

clockworkmod glass

Eccoci giunti ad un nuovo appuntamento dal fantastico mondo di Google Glass, questo paio di occhiali sospesi nel tempo che ancora il mondo stenta a capire se saranno rivoluzionari o fallimentari. Inutile sottolineare per quale delle due ipotesi facciamo il tifo, ma allo stato attuale esprimere giudizi definitivi su Glass è quantomai prematuro, dato che quella a cui stiamo assistendo è solo una gigantesca beta.

I Google Glass attualmente in circolazione sono inoltre una versione per sviluppatori: hanno quindi il bootloader sbloccabile (questa stessa caratteristica non è scontato che si farà largo fino alla versione commerciale) e a quanto pare hanno anche una lunga serie di funzioni sperimentali non abilitate di default. A riportare la loro esistenza è stato tale Zhuowei Zhang su Github, che ha sia elencato tutti i “Labs” presenti in Glass che le modalità per abilitarli (a fine articolo trovate un video che illustra alcuni di questi all’opera).

Una di queste modalità nascoste è lo scatto con occhiolino che avevamo già visto. Quest’ultimo per la verità si sta rivelando molto più interessante del previsto: anzitutto per poterlo utilizzare è necessario un processo di calibrazione che sembra molto ben fatto, e l’occhio andrà chiuso per esattamente un secondo, in modo da evitare scatti accidentali con i normali movimenti oculari; inoltre, e questa è la parte più interessante, questa funzione rimane attiva sempre, anche con il display di Glass spento. In pratica potremo in qualunque istante catturare un’immagine semplicemente chiudendo per un secondo e poi riaprendo l’occhio destro: nessun comando vocale, nessun ricorso al touchpad, nessun movimento particolare; con buona pace dei maniaci della privacy.

Altre funzioni possono sembrare più banali, ma allo stato attuale a quanto pare non lo sono così tanto: dobbiamo ribadire che è un dispositivo di sviluppo? Parliamo ad esempio del browser web. Glass non ha un browser al suo interno, pertanto i link di una ricerca non apriranno un bel nulla, ma tramite uno dei Labs è possibile avere quantomeno l’opzione per utilizzare un browser. Ora come ora starà all’utilizzatore installarne uno (Chrome va benissimo), ma ci immaginiamo che in futuro verranno sviluppati anche dei browser specifici per Glass, dato che quelli attuali non sono pensati per la sua interfaccia.

Altra opzione che rientra nel ramo “banale” è quella che abilita l’ascolto dell’ormai famoso “ok glass” in qualunque schermata; di default questo comando funziona invece solo nella sua pagina apposita e non mentre sono in esecuzione altre app. A questo proposito, esiste anche un’opzione per far sì che la normale lista di comandi che ci troviamo davanti dopo l’iniziale “ok glass”, diventi invece una serie di card separate anziché un unico elenco. Questa interfaccia è piuttosto inefficiente, in quanto assai più lenta e anche poco necessaria, non è quindi nemmeno detto che una simile opzione possa farsi strada fino alla versione commerciale.

L’elenco proseguirebbe a lungo, ma molte delle altre funzioni sono davvero sperimentali/per sviluppatori, come una sorta di stabilizzatore per la videocamera che non fa ciò che dice, o come alcune opzioni debug. Degno di nota è un comando che dovrebbe permettere a Glass di usare il proprio GPS internoanziché quello dello smartphone accoppiato, che al momento non è nemmeno ben chiaro se ci sia e che comunque non sembra per adesso sortire alcun effetto. Ultimo ma comunque degno di nota, esiste a quanto pare un comando per fare una scansione al volo un codice QR, ma anche questo è al momento inutile.

Chiudiamo segnalandovi che se volete i permessi di root su Glass, è Google stesso a spiegarvi come fare, nella stessa pagina in cui rende disponibile le factory image per ripristinare il dispositivo allo stato di fabbrica: nessuna meraviglia quindi che qualcuno ci abbia già montato una recovery ClockworkMod, vero?

 

Avvistato su XDA un Nexus 4 con Android 4.3, sarà reale?

nexus-4-android-4.3

Quella che vede qui di fianco potrebbe essere la prima foto di uno smartphone con Android 4.3 installato: essa è stata postata su XDA e proviene dal Thailand Mobile Expo.

Veniamo subito al dunque: falsificare la versione di Android è davvero un’operazione facile per chi ha un minimo di conoscenza nel settore, ma tendiamo a credere che questa immagine sia vera per alcuni motivi: in primo luogo la build (JWE45B) coincide con quelletrapelate da alcuni server log (seppure ovviamente potrebbe essere falsificata anche questa). In secondo luogo, non è l’unica immagine trapelata, e l’immagine della nuova fotocamera sembra davvero reale.

Infine, troviamo nell’immagine anche il nome occamf, il che ci fa supporre che questa sia una versione diversa dal classico Nexus 4 che conosciamo, il cui nome è occam; che sia la versione LTE? Se fosse stato un falso, perché non lasciare occam?

Le ipotesi possibili sono molte, ma non vogliamo addentrarci troppo nel mondo della speculazione; vi lasciamo quindi con questa breve galleria di immagini, invitandovi a dirci la vostra opinione nei commenti.

 

Ecco come fa Street View ad andare sott’acqua!

street view underwater (2)

Sono ormai diversi mesi che Street View è in grado di mostrarci qualche immagine sottomarina, ma vi siete mai chiesti come siano state catturate e quale sia il futuro di questo particolare tipo di immagini all’interno delle mappe di Google? Ce lo spiega Richard Vevers, direttore del Catlin Seaview Survey, un partner di Google in questo progetto.

Anzitutto la fotocamera usata per le immagini sotto il livello del mare deve essere di tipo particolare ed è diversa da quelle comunemente usate sulla terraferma di Street View. I piccoli “sottomarini di Google”, utilizzati per le riprese, hanno tre fotocamere collocate nella parte anteriore, una delle quali punta sempre verso il basso, che catturano immagini ogni 3 secondi. Sul retro di questo inedito apparecchio troviamo invece un tablet, tramite il quale è possibile agire sulle fotocamere stesse (vedi foto in alto).

Durante una tipica sessione di cattura della durata di un’ora, i sommozzatori di Google coprono circa 2 km e registrano 3-4.000 immagini per ciascuna fotocamera, ripetendo le immersioni anche tre volte al giorno. Questo ci fornisce già un primo elemento interessante: è ancora necessario un operatore umano per catturare le immagini, ma è inutile dire che sono già in lavorazione metodi automatizzati, che permettano sessioni di 12 e più ore ininterrotte. Oltre alle immagini tradizionali, sono in fase di test anche apposite fotocamere per riprese in 3D, che sono già state usate in combinazione con Hangout e Photo Sphere per compiacere il pubblico.

È  curioso ed a suo modo affascinante vedere Google investire tante energie in un progetto simile, che non necessariamente ci immaginiamo con un ritorno economico immediato, specialmente considerando che ciascuno di questi “sottomarini” costa sui 50.000 dollari (infatti ce ne sono solo 4, due dei quali mai usati). Non ci lamenteremo quindi troppo del fatto che al momento il team si focalizzi sulle Americhe, ma ci conforta sapere che l’idea è di portare lo Street View sottomarino a giro nel resto degli oceani del mondo durante i prossimi tre anni. Qui sotto vi lasciamo con le immagini dell’inusuale equipaggiamento.

 

 

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