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Nuove batterie da Hitachi Maxell: il 60% di capacità in più a parità di dimensioni

maxell

Uno dei fattori positivi nell’aumento di dimensione dei moderni smartphone è il fatto che spesso si accompagna anche a batterie di maggiore capacità. D’altro canto comunque lo schermo sempre più grande, e le continue nuove funzionalità avide di batteria, non aiutano certo a fare quel salto generazionale in termini di autonomia che molti vorrebbero.

Un passo in tal senso, che speriamo possa essere largamente impiegato, giunge però da Hitachi, che con le ultime batterie Li-Ion Maxell è riuscita ad ottenere il60% di capacità in più senza aumentarne le dimensioni. In parole povere significa che potrete trovare spazio per una batteria da 3.200 mAh laddove prima ne avreste inserita una da 2.000 mAh. Ma non finisce qui.

Hitachi promette infatti anche una maggiore autonomia a prescindere dalla capacità, grazie alla particolare struttura di questa batteria che rallenta il deterioramento monitorando il movimento degli ioni di litio al suo interno per evitarne la stagnazione.

Inutile dire che, prendendo per buoni tutti questi dati, la palla è ora in mano ai vari produttori, che dovranno adottare questa (o qualsiasi altra) soluzione nei loro futuri modelli.

Dalle celle solari di nuova generazione energia “wireless” per smartphone e tablet?

Celle solari per smartphone e tablet

Autonomia, batterie, risparmio energetico: che la questione “durata” dei nostri device sia importantissima lo dimostrano i continui sforzi dei produttori per realizzare processori e altri componenti sempre meno “avidi” di batteria, ma sappiamo bene che per contro le esigenze energetiche dei nostri dispositivi continuano a crescere (schermi sempre più ampi, numero di applicazioni contemporanee in esecuzione in aumento costante, etc.); tutto questo ci porta adover mettere in ricarica i vari smartphone e tablet (salvo rare eccezioni) a fine giornata, e in alcuni casi addirittura prima.

Alta Devices sta lavorando ad una tecnologia per permettere ai nostri device di utilizzare il sole, o comunque altre fonti di luce per la ricarica elettrica e fin qui non sembra niente di nuovo. Chiunque abbia provato ad utilizzare celle solari portatili sa bene che la quantità di energia immagazzinabile in diverse ore è veramente bassa.

Per questo motivo si rende necessario utilizzare dei metodi che ottimizzino la quantità di energia assorbibile; Alta Devices ha deciso di percorrere la via dell’impiego di Arseniuro di gallio, attualmente utilizzato ad esempio per celle solari installate in mezzi operanti al di fuori del nostro pianeta, come satelliti e mezzi spaziali. La difficoltà nell’utilizzare questo materiale su oggetti come smartphone e tablet sembra ora risolta grazie alla sintetizzazione su una pellicola sottilissima (1 micron).

Microfilm celle solari

E’ stato realizzato un prototipo, che consiste nel coperchio di una batteria(con pellicola integrata ovviamente) di un Samsung Galaxy (il modello non è stato specificato), che può produrre al massimo 1,5 watt; se preferite dei dati più “masticabili” possiamo dirvi che per una ricarica, con il solo ausilio dell’energia solare il tempo è di tre volte tanto rispetto alla carica da muro, oppure che un dieci minuti di ricarica solare (alle migliori condizioni) vidonerà l’autonomia necessaria ad un’ora di telefonate.

Sembra tutto molto bello, ma abbiamo il dubbio che non sarà nemmeno questa la svolta tecnologica per le autonomie dei nostri dispositivi, innanzitutto le tempistiche di esempio fornite precedentemente sono calcolate tenendo conto delle condizioni solari e di esposizione migliori; ma nell’utilizzo pratico vi vedete a lasciare il vostro smartphone al sole di una cocente estate per diverse ore (sempre che non esploda prima) per poi riprenderlo in mano bollente? Oppure, in altre condizioni non così “calorose” dovete comunque tener conto che dovrete lasciare il dispositivo a faccia in giù, proprio perché la pellicola solare è nella back cover, il che potrebbe risultare scomodo.

Insomma, sulla carta appare tutto molto interessante, e probabilmente il suo risvolto pratico avrà dei benefici; la paura è che siano di entità tale da non farci accorgere che ci sono, come nel caso delle ricariche veloci in cui molti utenti avevano questa tecnologia ma non si erano accorti delle migliorie. Secondo voi la ricarica solare sfonderà oppure sarà solo un blando aiuto alle batterie dei nostri device?

Qualcomm Quick Charge 1.0: meno tempo per ricaricare i nostri dispositivi (ma sarà vero?)

qualcomm snapdragon

Avete per caso notato che il vostro nuovo dispositivo con processore Qualcomm si ricarica più velocemente di quanto non vi aspettaste? Non è un caso, perché al suo interno è stata inclusa una nuova tecnologia in grado di abbreviare appunto i tempi di ricarica: Quick Charge 1.0, che Qualcomm ha in realtà ottenuto dall’acquisizione di Summit Microelectronics nel giugno 2012.

Se dovessimo dire la nostra, non ci eravamo assolutamente accorti di nulla, ma è leggendo meglio le cifre snocciolate da Qualcomm che abbiamo capito il perché. Secondo il chip maker, un modello equipaggiato con Quick Charge 1.0 si ricarica del 40% più velocemente rispetto ai vecchi telefoni, il che significa che potrebbe raggiungere una carica completa in tre ore o meno. Sinceramente non ci sembra un tempo così strabiliante, tanto più che il famoso 40% in più di Qualcomm ci porterebbe a prossimi alle 5 ore, un tempo davvero eccessivo.

Quick Charge 1.0 sarebbe già disponibile in più di 70 dispositivi ad oggi, che elenchiamo qui sotto: diteci voi se siamo sbadati noi, e se questa ricarica poi tanto veloce non è.

Acer:

  • Cloudmobile S500

Asus

  • Padfone

Casio:

  • G’zOne TYPE-L CAL21
  • Medias X N-07D
  • MEDIAS U N-02E
  • MEDIAS U N-02E ONE PIECE
  • Disney Mobile on docomo N-03E
  • MEDIAS TAB UL N-08D

Fujitsu:

  • Arrows A 101F
  • Arrows ef FJL21
  • Regza Phone T-02
  • DARROWS Kiss F-03E

HTC:

  • 8X
  • 8S
  • Droid DNA
  • Evo 4G LTE
  • One S
  • One VX
  • One SV
  • HTC J butterfly HTL21

Huawei:

  • Ascend HW-01E
  • Stream

Kyocera:

  • Digno S KYL21

LG:

  • Escape
  • Mach
  • Motion 4G
  • Nexus 4
  • Optimus G
  • Optimus it
  • Optimus Vu 2
  • Spectrum 2
  • Optimus Regard
  • Optimus LIFE L-02E

Motorola:

  • Atrix HD LTE
  • Droid RAZR HD
  • Droid RAZR M
  • Electrify M
  • Photon Q 4G LTE
  • Droid RAZR Maxx HD

Nokia:

  • Lumia 820
  • Lumia 920
  • Lumia 822
  • Lumia 920T

Panasonic:

  • Eluga Power P-07D

Pantech:

  • Flex
  • Vega PTL21
  • Vega Racer 2 LTE

Samsung:

  • Galaxy Express
  • Galaxy Rugby Pro
  • Galaxy S Relay 4G
  • Galaxy S III
  • Galaxy S III Progre
  • Galaxy Victory 4G
  • Ativ S
  • Galaxy Tab 2 10.1 (LTE)
  • Galaxy Tab 2 7.0 (LTE)
  • Galaxy Tab 7.7 Plus

Sharp:

  • Aquos Phone Series
  • Aquos Phone Serie SHL21
  • Aquos Phone si SH-01E
  • Aquos Phone sv SH-10D
  • Aquos Phone Xx 106SH
  • Aquos Phone Zeta
  • Aquos Phone Zeta SH-02E
  • SH-01E Vivienne Westwood
  • PANTONE 6 200SH
  • AQUOS PAD SHT21

Sony:

  • Xperia AX SO-01E
  • Xperia GX SO-04
  • Xperia SX SO-05D
  • Xperia TL
  • Xperia T
  • Xperia VL SOL21

Xiaomi: 

  • MI2
  • Mi2

ZTE:

  • Grand X LTE
  • Flash

Google aumenta la stima sull’autonomia del Nexus 7: merito di Android 4.2.2?

nexus 7

Non sono finora emerse novità significative su Android 4.2.2 che non vi avessimogià segnalato ieri (toggle nei quick setting e tempo stimato di download), tranne forse il cambiamento di un paio di suoni di notifica (tra cui quello per la batteria scarica) e novità relative alla connessione da PC via adb, che però interesseranno solo una ristretta cerchia di voi. Un piccolo indizio giunge però da Google Play Devices, dove nella descrizione del Nexus 7 si legge ora un tempo stimato di 10 ore di autonomia. Non potendo accedere a tale pagine, nessuno di noi ci avrà fatto caso, ma a quanto pare prima erano indicate 8 ore.

È un po’ poco per concludere che sia merito della nuova release di Android, e l’abbiamo provata troppo poco per poterlo in qualche modo confermare in prima persona: qualcuno si ricorda per caso se i valori indicati in questa pagina sono cambiati? Cercate di farci caso nei prossimi giorni, e diteci poi le vostre impressioni. Sempre che non siano mitigate dall’effetto placebo.

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