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Google Glass potrebbe ricevere a breve un suo app store, un player audio e un lock screen

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Google Glass continua a crescere, e nel suo ultimo aggiornamento firmware sono state trovate indicazioni di cosa potrebbe arrivare a breve: un app store dedicato, chiamato elegantemente “Boutique“, un lettore musicale, finora assente ingiustificato, e finalmente anche un lock screen definitivo, che comunque era nell’aria già da un po’.

Il meccanismo di sblocco sembra in realtà piuttosto elaborato, volto non tanto ad impedire l’attivazione involontaria degli occhiali, quanto piuttosto ad evitare che qualcuno, a parte noi, possa usarli. Sono previsti quattro meccanismi di unlock, attraverso i quali passeremo scorrendo su e giù sul touchpad laterale, ed eseguendo per ciascuno delle swipe gesture orizzontalmente.

Per quanto riguarda lo store invece, non c’è assolutamente ancora niente di definitivo, ma sembra che comunque le applicazioni per Glass avranno una loro “casa”, e che sarà comunque possibilesincronizzare anche apk nativi per Android; quest’ultima parte è comunque meno chiara, dato che in fondo ci sono già le mirror API per sviluppare applicativi per gli occhiali e che nella maggior parte dei casi quelli nativi, per quanto compatibili, non girano certo al meglio. Tra l’altro ci sono segni anche di unpackage installer, sebbene non attivo; in ogni caso stiamo guardando solo ad una parte assai limitata del codice, e già siamo più che lieti della presenza di uno store dedicato: per esaminarne bene tutte le funzioni ci sarà senz’altro tempo.

Sul fronte multimediale ci sono tracce di un player audio, e ancor più esigui segnali di uno video; in compenso, con un piccolo hack, è già possibile abilitare la regolazione del volume dello speaker a conduzione ossea.

Altri indizi minori riguardano l’icona di un microfono rosso (registrazione audio?), e la possibilità di accedere alla timeline di un altro specifico utente Glass e una nuova opzione per navigare in rubrica con i movimenti della testa. In ogni caso si tratta di tutte caratteristiche future, che ancora non ci è dato sapere se e quando Google vorrà introdurre, ma di certo lock screen ed app store appaiono prioritari rispetto al resto.

Google supera Apple nel numero di download delle app, ma rimane distante per quanto riguarda i profitti

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Pochi mesi fa vi parlammo delle previsioni di mercato di App Annie e del fatico sorpasso che dovrebbe avvenire entro fine anno, mentre oggi vi mostriamo alcuni dati raccolti da Canalys, riguardanti i quattro principali Store di applicazione per OS mobile (Android, iOs, Blackberry e Windows Phone). I dati sono stati ottenuti monitorando i vari negozi in circa 50 nazioni, dunque, pur non offrendo un quadro totale della situazione, i numeri sono certamente sufficienti a fini statistici.

In questo primo settore del 2013 sono stati registrati ben 13,4 miliardi di download, e 2,2 miliardi di ricavi da vendita di applicazioni, in-app purchase e sottoscrizioni; come è facile prevedere i negozi di Apple e Google costituiscono quasi un duopolio nel settore; la corona per il numero di download totali va a Big G, che da sola costituisce il 51% dei 13,4 miliardi di download, appropriandosi così della maggioranza totale.

Quando però si parla di monetizzare è sempre Apple a vincere: l’azienda di Cupertino, infatti, si prende il 74% dei ricavi totali, praticamente tre quarti della posta in gioco. Non viene specificata la percentuale di Google Play in quanto a ricavi, ma immaginiamo che possa essere superiore al 20% lasciando a Microsoft e RIM le poche briciole rimaste. Nonostante ciò, quello di Google è sicuramente lo store più in crescita e quindi prevediamo che il divario con l’App Store possa diminuire in futuro.

I primi smartphone Ubuntu non avranno app store e arriveranno a inizio 2014

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Con l’approssimarsi della prima versione di Ubuntu Phone per Galaxy Nexus, continua a rimanere alta l’attenzione sul primo OS mobile di Canonical, ma quand’è che vedremo i primi veri dispositivi con il nuovo sistema operativo e non solo dei porting sui modelli Android? Non ci sono ancora date esatte in merito, sebbene si parli dell’inizio del prossimo anno, anche se forse è comunque il caso di frenare un po’ l’entusiasmo, perché a quanto pare i primi smartphone con Ubuntu Phone punteranno all’essenziale e avranno solo software preinstallato, senza alcuno store, almeno stando a quanto riportato da Richard Collins, product manager di Canonical:

Riguardo la strategia dei nostri primi prodotti sul mercato, l’intenzione non è di avere uno store di applicazioni pieno di app pronte da essere scaricate. Abbiamo un approccio molto preciso sul modo in cui avvicinarci ad una parte molto importante del mercato nella quale gli utenti sono principalmente interessati ad essere in grado di utilizzare una serie di applicazioni di base.

Ciò non significa che dopo il lancio non giungerà uno store di terze parti, senza contare il fatto che le app per Ubuntu Desktop dovrebbero essere portate piuttosto facilmente sulla controparte mobile, semplicemente questo non rappresenta una priorità immediata per Canonical. L’azienda risponde così a chi fosse stato scettico a causa dell’ampio vantaggio che Android e iOS hanno in termini di applicazioni, dicendo che in pratica non le importa, almeno non in prima battuta. Può sembrare una mossa folle, ma considerando lo svantaggio accumulato, può invece avere senso dedicarsi alle “core app“, senza pretendere di recuperare da subito il terreno perduto: certo, tutto dipende anche dalla qualità di queste applicazioni fondamentali.

E i modelli più performanti, quelli cioè capaci di utilizzare la Desktop Convergence(ovvero essere collegati a schermo e tastiera per essere utilizzati come un Desktop Ubuntu)? Arriveranno poco dopo questi primi entry-level:

Abbiamo in mente di far seguire molto rapidamente al nostro lancio iniziale [di un dispositivo Ubuntu-only] quello di dispositivi convergenti, che avranno componenti di sistema ad alte prestazioni che permetteranno a Ubuntu di girare come un OD desktop quando il telefono è alloggiato in una dock.

Inutile dire che se per i primi modelli dovremo aspettare l’inizio del 2014, per questi secondi potrebbero volerci ulteriori mesi d’attesa, anche se c’è sempre la possibilità che l’OS venga rilasciato in anticipo per altri smartphone, un po’ come sta per accadere con il Galaxy Nexus. E poi non dimentichiamoci di Ubuntu per Android, per il quale “potremmo non dover attendere a lungo”. Parola di Richard Collins.

In chiusura sottolineiamo un fatto sul quale non vorremmo nascessero equivoci: le applicazioni per Android non sono compatibili con Ubuntu Phone, né Canonical ha intenzione di lanciarsi in emulatori o similia.

Vogliamo incoraggiare gli sviluppatori Android a far girare le loro app su Ubuntu, ma non creeremo alcun middleware per far funzionare le app Android. Gli sviluppatori sono abbastanza intelligenti e capaci da far girare le loro app sui nostri dispositivi. Ci stiamo muovendo direttamente per aiutarli nel farlo.

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