Android modding

Per semplificare il root su tutti i dispositivi nasce la XDA Root Directory

meme root

I permessi di root sono la croce e la delizia del mondo Android. Spesso invocati come panacea a tutti i mali (spoiler: non necessariamente lo sono), purtroppo ad oggi non esiste (e difficilmente mai arriverà) un modo unico ed universale per ottenerli su qualsiasi dispositivo.

Il consiglio che diamo in questi casi è quello di consultare il forum di AndroidWorld.it, nella sezione dedicata al vostro dispositivo, in modo da trovare guide e consigli in italiano per aiutarvi a compiere questo importante passo.

Da oggi nasce però una nuova risorsa, ovviamente in ingleseXDA Root Directory, una collezione di procedure per ottenere i permessi di root, divise per dispositivo, che copre i modelli più importanti degli ultimi anni. In pratica è una serie di link alle rispettive sezioni del forum di XDA, divisa per produttore. Un utile indice, per non perdersi nel marasma di topic al riguardo.

CyanogenMod scova una nuova funzione nei sorgenti di Android e la rende già disponibile

HeadsUp1 HeadsUp2

Il team CyanogenMod, com’è giusto che sia, scava regolarmente a fondo nel codice AOSP di Android, e così facendo è stato in grado di trovare riferimenti ad una nuova tecnica di notifica, chiamata ‘Heads Up’, presente nei sorgenti, ma non abilitata nel robottino. Inutile dire che CM non ha certo atteso i tempi di Google, e l’ha già resa disponibile, anticipando così una possibile funzione della prossima versione di Android.

Heads Up funziona in maniera molto semplice: abilitandola infatti, tutte le notifiche appariranno in sovraimpressione, fluttuando al di sotto della barra di stato, anche durante l’esecuzione di app in full screen (che poi sarebbe il loro primario utilizzo).

 

Le notifiche saranno ricche, nel senso che le potremo espandere, se possibile, ed interagire con esse come al solito (condividi, rispondi, archivia, ecc.).

Il team CM ha però apportato una piccola e graditissima modifica, alla quale viene subito naturale pensare: l’opzione “non disturbare”, che ci permette di selezionare quali app la funzione Heads Up non potrà interrompere. In questo modo lasceremo deselezionati i giochi, ma magari andremo ad abilitare YouTube, o anche il browser, così da non essere disturbati mentre stiamo guardando un video o navigando.

Senz’altro un ottimo modo di espandere le potenzialità delle notifiche, in modo da essere ancor più immediate e semplici per l’utente. Tutto ciò è già disponibile nelle ultime nightly, che potrete scaricare come sempre dal sito ufficiale.

La prossima versione di Android impedirà di scrivere su System fuori dalla recovery

Versioni di Android

Google sembra veramente intenzionata a puntare sulla sicurezza per la prossima versione del robottino verde: a svelarcelo non sono solo i rumor che ce ne hanno parlato o le acquisizioni in questa direzione, ma soprattutto i commit dell’AOSP.

A commentarli ancora una volta è Chainfire, autore del famoso SuperSU, che ci spiega come nella prossima versione di Android, sia essa la 4.5 o la 5.0, sarà impedito alle app di scrivere nella partizione di sistema, nonostante i permessi di root.

 

Ciò implicherà che per svolgere determinate operazioni gli utenti avranno bisogno di eseguire un riavvio in modo che sia la recovery ad occuparsi della scrittura, come ad esempio i file manager, che incontreranno questa difficoltà, mentre molte altre applicazioni non saranno affette da questo cambiamento.

Detto ciò, nulla è definitivo: non possiamo essere certi che questi cambiamenti verranno davvero implementati, ma con una buona probabilità lo saranno: aspetteremo dunque il Google I/O per saperne di più.

CyanogenMod aggiunge una modalità per “barare” ai benchmark

cid cyanogenmod community

Ricordate la vicenda che vedeva i produttori di smartphone “truccare” i dati dei benchmark? Sembra che ora anche CyanogenMod sia intenzionata a percorrere questa strada attraverso un profilo che abilita performance avanzate solamente quando si usano app come AnTuTu e Quadrant.

Una scelta sicuramente discutibile, perché pensiamo che all’utente dovrebbe interessare più la fluidità e l’esperienza utente fornita da un dato dispositivo piuttosto che un numero che significa poco in termini assoluti se estrapolato dal contesto.

 

Insomma, se possiamo dire la nostra vi consigliamo di fidarvi sempre meno dei benchmark: se già i punteggi non erano sempre indicativi in passato, in futuro pare che lo saranno sempre di meno, anche sulle custom ROM.

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