Archivio di 10 settembre 2017

Scoperte tracce di boro su Marte. Indizio di vita possibile in passato?

Torniamo a parlare di Marte, del cratere Gale e degli scienziati del Los Alamos National Laboratory. Dopo aver indicato la possibilità che il cratere ospitasse, milioni (o miliardi) di anni fa, un enorme lago, una nuova ricerca ha portato alla luce un nuovo piccolo indizio a sostegno della teoria che il Pianeta Rosso potesse, tanto tempo fa, essere terreno fertile per la vita organica. Il rover Curiosity della NASA ha infatti rilevato, in alcuni campioni di terreno, la presenza di parti di boro.

Si suppone, ma non ci sono prove certe, che il boro sia un ingrediente chiave per la creazione dell’RNA, ovvero l’acido ribonucleico, uno dei tasselli fondamentali per lo sviluppo di un organismo vivente. I borati, spiega il responsabile della ricerca Patrick Gasda, “sono un possibile anello di congiunzione tra le molecole organiche semplici e l’RNA. Senza RNA, non esiste la vita. La presenza di boro ci dice che, se erano presenti organismi su Marte, queste reazioni chimiche sarebbero potute accadere”.

Altro dettaglio interessante è che il boro è stato trovato in una vena di solfato di calcio, che può indicare che era presente nei corsi d’acqua. Unendo i vari indizi è plausibile ipotizzare che il cratere Gale fosse un ambiente favorevole alla nascita della vita. Come avrete notato, ci sono molti “se” e molti “forse” in questa teoria. Purtroppo siamo ancora molto lontani da una risposta concreta, ma un minimo di speranza c’è.

Bitcoin, a Chiasso le tasse si pagano con la criptomoneta

Pur con tutte le perplessità e fluttuazioni del caso, il Bitcoin continua a mietere successo in diverse parti del mondo. Ad oggi non è dato sapersi se si tratti di un business destinato a durare nel tempo o sia semplicemente una bolla pronta ad esplodere da un momento all’altro. Fatto sta che diversi Paesi si stanno avvicinando alla criptovaluta, contribuendo al suo generalizzato trend di crescita (pur intervallato da crolli sul mercato virtuale).

L’ultimo caso – in ordine di tempo – che vede il Bitcoin protagonista riguarda la Svizzera, ed in particolare il Municipio di Chiasso. Proprio la città elvetica sarà la prima all’interno del Paese a permettere il pagamento delle imposte proprio in Bitcoin a partire da gennaio 2018, facilitandone così l’espansione nel territorio. Non sarà tuttavia possibile versare tutti i tributi dovuti tramite la criptomoneta: il massimale è stato infatti fissato a 250 franchi, poco meno di 220 euro al cambio attuale.

La decisione del Municipio di Chiasso è stata presa dopo aver incontrato diversi soggetti “attivi nel mondo Bitcoin e Blockchain” – si legge nel comunicato stampa. La città svizzera è stata scelta per diventare una base operativa per lo sviluppo delle tecnologie legate alla moneta virtuale.

Bitcoin come “volano” dell’economia locale, dunque. E questo lo dimostra anche il fatto che l’Esecutivo parteciperà in veste di socio fondatore alla costituzione di una fondazione no profit BHB di cui faranno parte diversi esponenti del mondo Blockchain e Bitcoin.

A partire da ottobre, poi, nella città elvetica si terranno regolari Meet Up dedicati in cui si affronteranno i principali aspetti legati alla tematica, così come verranno organizzati corsi di approfondimento per le scuole medie superiori.

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