Archivio di febbraio, 2016

Il GSMA annuncia ufficialmente la nuova eSIM: sarà possibile cambiare operatore in pochi tap

Dopo avervene parlato ieri in occasione della presentazione del nuovo Gear S2 3G con eSIM, oggi vi comunichiamo che il GSMA, l’ente che riunisce i principali operatori e produttori di telefonia al mondo e organizza il Mobile World Congress, ha annunciato le specifiche delle nuove eSIM che verranno integrate inizialmente su tablet, smartwatch e smartband, mentre verranno rilasciate a giugno quelle dedicate al mondo degli smartphone.

Le eSIM sono sostanzialmente delle SIM virtuali che eliminano la classica scheda fisica di plastica utilizzata sino ad oggi. Ciò permetterà di risparmiare spazio e materiali, sia per la realizzazione dello slot che per la creazione della SIM fisica, e permetterà una maggiore flessibilità agli utenti, i quali potranno agevolmente cambiare promozioni e operatori, anche a livello internazionale, direttamente dal proprio dispositivo.

Le novità sono importanti anche per quanto riguarda l’Internet delle Cose, dal momento che le eSIM permetteranno a sempre più dispositivi di connettersi alla rete in maniera autonoma. Come è possibile vedere dall’immagine postato sotto, i partner che hanno contribuito alla definizione di questo standard sono molti e importanti; troviamo tutti i principali produttori di telefonia mobile e i più famosi operatori, tra cui la nostrana TIM.

Dopo Gear S2, non ci resta che attendere che sempre più dispositivi adottino il nuovo standard eSIM; chissà che proprio a Barcellona non ci sia qualche piccola chicca ancora non annunciata!

Windows Phone è l’OS mobile più sicuro. Il giudizio dell’hacker


Il tema della sicurezza dei sistemi operativi mobile torna ciclicamente sotto i riflettori, anche grazie alle testimonianze degli addetti ai lavori. In un’interessante intervista esclusiva rilasciata al sito What Mobile, Steve Lord, white-hat hacker (un hacker ”buono” per banalizzare il concetto), ha avuto modo di esprimere il suo giudizio sul grado di sicurezza dei sistemi operativi mobile.

Prima di passare all’esame delle sue valutazioni, è opportuno chiarire di cosa concretamente si occupa Steve. Per quindici anni l’hacker ha svolto l’attività di ”penetration tester”, ovvero il delicato compito assegnatogli dalle aziende volto alla violazione dei sistemi informatici per trovare eventuale debolezze e consentire ai committenti di adottare le contromisure necessarie a correggerle. Quanto sopra per chiarire che si tratta di una fonte indubbiamente autorevole.

Il giudizio di Steve Lord su qual è il sistema operativo mobile più sicuro, a partire da Android, Windows e iOS, è così formulato:

Tutti hanno vantaggi e svantaggi. Attualmente Windows Phone sembra essere quello più difficile da violare. Blackberry ha la lunga tradizione di essere molto concentrato sulla sicurezza. Se ho fisicamente l’accesso al dispositivo, trovo che Android sia il bersaglio più semplice. Quindi viene iPhone, poi le precedenti versioni di BlackBerry. Se (l’attacco) avviene tramite rete o devo attaccare tramite email o messaggio, Android è solitamente il bersaglio più debole.
La preferenza di Steve Lord non cambia anche quando il giudizio si estende agli smartphone non propriamente recenti, Windows Phone, e i dispositivi BlackBerry BB10, sono i più sicuri. L’intervistatore chiede, nello specifico, se gli smartphone più datati sono più o meno sicuri dei modelli recenti:

Gli smartphone precedenti tendono ad essere considerati meno sicuri dal momento che sono affetti da debolezze note. Se state usando un vecchio telefono, fareste meglio ad usare un cellulare tradizionale. Se dovete avere un precedente smartphone, utilizzate un precedente BlackBerry basato su BB10 o un Windows Phone con Windows Phone 8 o versione superiore.
Il giudizio autorevole di Steve Lord non entra nel dettaglio delle motivazioni che portano a definire Windows Phone il sistema operativo mobile più sicuro, ma i consigli forniti per usare in sicurezza il proprio smartphone, in parte, le suggeriscono. Rispondendo alla domanda su quali accorgimenti devono adottare gli utenti per rendere i propri dispositivi più sicuri, l’hacker afferma:

Fare in modo di usare gli aggiornamenti più recenti dedicati al device
Non memorizzare al suo interno niente che l’utente non desidera venga condiviso tramite Internet
Non effettuare il root o il jailbreak dello smartphone
Non installare mai app distribuite al di fuori dello store dello smartphone
Uno store molto controllato, un fenomeno del root e del jailbreak che occupa ancora un ruolo marginale nell’ambito della community e una politica degli update che consente di continuare a mantenere aggiornati device con più di qualche anno sulle spalle sono elementi che vanno a vantaggio di Windows Phone.

Donald Trump contro la decisione di Apple di non inserire backdoor negli iPhone


La decisione da parte di Apple di non concedere all’FBI l’accesso ai dati contenuti all’interno dell’iPhone 5c appartenuto a Syed Farook, responsabile della strage di San Bernardino nel 2015, ha creato disagi e malumori oltre oceano, suscitando l’ira di una parte dello schieramento politico americano.

In prima fila è ovviamente l’istrionico candicato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump, il quale ha approfittato dello show televisivo Fox and Friends per ribadire il suo appoggio incondizionato al tribunale che ha avanzato l’iniziale richiesta. “Ma chi si credono di essere?”, ha affermato ai microfoni della trasmissione. E ancora: “Concordo al 100% con la corte, in questo caso dobbiamo usare il buon senso, ragionare con le nostre teste”.

La questione è stata sollevata dopo che questa mattina il CEO di Apple Tim Cook aveva pubblicato una lettera aperta in cui si afferma che l’azienda si oppone all’ordine da parte del giudice federale di creare una nuova versione di iOS che consenta l’accesso ai dati criptati per aiutare l’FBI nelle indagini sulla strage.

Nonostante l’orrore provato da Apple per quanto avvenuto, Cook ribadisce che la creazione di una backdoor in iOS sarebbe troppo pericolosa e costituirebbe un precedente importante.

“Sebbene riteniamo che le intenzioni dell’FBI siano buone, sarebbe sbagliato per il Governo obbligarci a creare una backdoor nei nostri prodotti. Infine, abbiamo paura che questa richiesta possa minare quella libertà che il nostro Governo intende proteggere”.
Il problema dei dati criptati era emerso in modo prominente già lo scorso mese di gennaio, quando lo Stato di New York ha avanzato una proposta di legge per obbligare i produttori di smartphone e i fornitori di sistemi operativi a sbloccare e decriptare i dispositivi, pena il pagamento di una multa di 2500 dollari per prodotto.

La politica attuata da Apple è stata sino ad oggi quella di fornire ai soli utenti le chiavi della loro privacy, ed è difficile che la strategia aziendale possa essere abbandonata così facilmente.

Facebook Messenger comincia a ricevere il supporto multi account su Android


Facebook Messenger si aggiorna su Android introducendo il supporto agli account multipli. La funzionalità era stata annunciata già qualche settimana fa e dovrebbe arrivare nelle prossime ore anche sul client iOS.

Stando alle parole di Facebook, il supporto alla gestione di account multipli su Messenger è pensato principalmente per tutti coloro che condividono il proprio smartphone (abbastanza improbabile) o tablet (più probabile) con amici e famigliari. Da oggi sarà possibile passare da un account all’altro senza dover effettuare il log out dall’applicazione, sfruttando le nuove funzioni della voce Account all’interno del menù Impostazioni.

La privacy degli account è garantita dal fatto che il passaggio da un utente all’altro è accompagnato dall’inserimento di una password che, se lo si ritiene opportuno, può anche essere disattivata per rendere più agevole lo switch; pensiamo, ad esempio, alla possibilità di gestire più account personali, magari uno privato e uno pubblico, da parte della stessa persona.

L’aggiornamento è disponibile sul Play Store, anche se potrebbe volerci qualche ora prima che sia notificato a tutti gli utenti. L’introduzione del supporto agli account multipli su Messenger segue quello che ha riguardato Instagram negli scorsi giorni, sperando che non si verifichino analoghi problemi di privacy.

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