Archivio di 14 giugno 2014

Sony annuncia l’uscita di un nuovo proiettore Laser da 7.000 lumen

 

Sony ha ampliato la sua gamma di proiettori con sorgente luminosa Laser, annunciando l’arrivo di un nuovo modello, il VPL-FHZ700L. Con i suoi 7.000 lumen di luminosità (riferiti al CLO, ovvero il Color Light Output, che misura l’intensità luminosa di tutte le componenti cromatiche primarie), il nuovo FHZ700L è nato per ampliare il ventaglio di applicazioni, proponendosi anche per proiezioni su ampie superfici. La risoluzione utilizzata è la WUXGA (1920 x 1200 pixel), mentre, grazie all’utilizzo di una sorgente Laser, accensione/spegnimento sono pressoché istantanei.

L’installazione è facilitata dalla presenza di un generoso lens-shift (funzione che permette di spostare l’immagine, entro certi limiti, in orizzontale e verticale, in modo da non dover necessariamente allineare il proiettore allo schermo). Tra le altre funzioni degne di nota troviamo l’Edge Blending (permette di far combaciare perfettamente i bordi delle immagini proiettate da più videoproiettori, per riempire schermo molto grandi), l’elevata durata (20.000 ore di funzionamento) e la disponibilità di sette ottiche opzionali.

La tecnologia utilizzata da Sony, per la sua ultima creazione, è quella 3LCD, ovvero con tre pannelli a cristalli liquidi, uno per ciascuna componente cromatica primaria (rosso, verde e blu). Sony sostiene che, combinando i vantaggi della sorgente Laser alle matrici 3LCD, con il vantaggio fornito dall’elevata luminosità, si ottengono immagini con colori intensi e naturali.

FHZ700L offre un ulteriore vantaggio, ovvero ‘installazione ad angolazione libera: è possibile, ad esempio, ruotare il proiettore di 360° in senso orario o antiorario, posizionandolo sia in verticale che in orizzontale, ottenendo, comunque, immagini stabili e definite. Il VPL-FHZ700L offre uno slot per scheda HDBaseT opzionale, che permette di semplificare la connettività e di ridurre i costi totali del sistema. Questo standard, infatti, può veicolare vari tipi di segnale (audio e video non compresso, ma anche comandi, internet eccetera) fino a 100 metri di distanza, su cavi CAT5e o CAT6.

Oltre ad annunciare il nuovo proiettore Laser, Sony ha ampliato anche la sua linea di proiettori da installazione, la serie C, con il lancio dei modelli VPL-CH355 e VPL-CH375, caratterizzati dai costi contenuti. Questi due modelli offrono risoluzione WUXGA, con la possibilità di aggiungere connettività HDBaseT e wireless come opzione.

Il nuovo proiettore al laser VPL-FHZ700L sarà disponibile a partire da Settembre, mentre i nuovi proiettori serie C da Novembre.

Google e Virgin Galactic: viaggi spaziali nel mirino

Google vorrebbe mettere un altro piede nello spazio acquistando parte delle azioni della Virgin Galactic, divisione dedicata ai viaggi turistici in orbita nelle mani dello stesso, Richard Branson, fondatore della casa madre Virgin. Difficile davvero interedere quali possano essere le mire di bigG, capace di spendere ben 500 milioni di dollari per la Skybox imaging, una cifra sconosciuta per la Titan Aerospace e altrettanto per avere parte della O3b Networks.

Google mira allo spazio, è evidente, ma le voci appena svelate da Sky News sul possibile interesse per Virgin Galactic esulano decisamente dall’idea di ‘connettività dell’orbita’ che ci stiamo facendo da tempo. Tuttavia si parla di un unico progetto, con negoziamenti giunti ad uno stadio avanzato dopo alcuni mesi, con due teorie principali sostenute dalla fonte

In primo istanza avremmo Google pronta ad uniettare centinaia di milioni di dollari nella joint venture che sostiene proprio la Virgin Galactic, la prima compagnia a voler offrire viaggi spaziali per pochi eletti al costo di 200.000 dollari per singolo biglietto. La seconda possibilità, decisamente più conservativa, vede un investimento più ridotto di Google e pari a circa 30 milioni di dollari, che tradotto in quote significano circa 1.5% della Virgin Galactic.

Google vuole innanzitutto completare il suo inedito network fatto di satelliti, palloni aerostatici e droni, ma nessuno esclude che Larry Page e Co. abbiano fiutato come Branson il businessdei viaggi spaziali per ultra ricchi, d’altronde pare che la fila per assicurarsi un posto sui primi SpaceShip Two sia già lunga.

Ancora video di iPhone 6 “fake”

 

Uno dei gadget tecnologici in assoluto più rumoreggiati dell’ultimo periodo è sicuramenteiPhone 6, l’atteso smartphone in arrivo a settembre, reso ancora più attraente dalla svolta dimensionale delle due varianti ipotizzate, 4.7 e 5.5 pollici. Nel marasma di informazioni, capita come sempre di incappare in documenti falsi, foto e video ritoccati e scocche vuote basate sulle fughe di notizie, celebre quella di iPhone 6 prodotta in Cina che ha davvero fatto il giro del mondo negli ultimi due mesi.

Oggi vi proponiamo un video dichiaratamente falso, che mostra un ipotetico iPhone 6, con tanto di accensione nella parte finale della clip. Si tratta di un montaggio con modifiche in post-produzione, che potrete vedere di seguito.

Uno smartphone Xiaomi legge i dati di un bancomat senza interazione dell’utente

Nell’era della globalizzazione, una notizia non ci mette ormai niente a fare il giro del mondo, e spesso capita che nella catena che la porta da una parte all’altra del globo, qualcosa si perda, e qualcosa si aggiunga. Ci sembra questo il caso dell’ipotetico furto di dati bancomat da parte degli smartphoneXiaomi.

 

Come riportato dall’ANSA, un quotidiano di Nanchino ha raccontato la vicenda di una donna del luogo, che ha visto apparire sullo schermo del proprio smartphone Xiaomi le ultime dieci transazioni della propria carta bancomat (che in Cina ha lo stesso numero del conto corrente), senza alcuna interazione da parte sua.

L’inghippo sarebbe nella tecnologia NFC, presente sia sul telefono che, a quanto pare, nella carta. Lo smartphone avrebbe infatti automaticamente letto i dati contenuti nel chip del bancomat, e li avrebbe mostrati su schermo. Questo non significa comunque che li abbia memorizzati, o peggio ancora inviati a terzi, inoltre non possiamo sapere se si tratti di un’app di terze parti o di qualcosa che era presente sullo smartphone fin dall’inizio.

NFC, quando attivo, è sempre pronto a comunicare con i dispositivi compatibili vicini, ma di per sé non è in grado di trasmettere contenuti su internet. Pur capendo quindi l’allarmismo di chi veda comparire le proprie transazioni senza aver fatto nulla, ci sembra che vari elementi vadano chiariti, prima di gridare allo scandalo.

Xiaomi avrebbe semplicemente commentato consigliando alla donna di disattivare NFC: senz’altro una soluzione al problema, ma poco esaustiva.

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