Archivio di giugno, 2014

Compenso sulla riproduzione privata: aumento dell’imposta per smartphone e tablet

La notizia che andremo a riportare genererà molto malcontento, innescando, quasi sicuramente, una notevole mole di polemiche. Esponiamo i fatti con ordine: già da diversi mesi si parla di una revisione delle imposte relative al compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi, già previsto dall’attuale normativa sul diritto d’autore. Dopo mesi di discussione (ed anche il cambio di un Ministro), è stato firmato il decreto che attuerà l’aggiornamento delle tariffe per i prossimi tre anni, ad opera del Ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini.

In realtà l’adeguamento giunge in notevole ritardo: il suo rinnovo era previsto per Dicembre 2012 (le tariffe risalgono, quindi, al 2009), ma proprio le tante discussioni e contrarietà ne avevano fatto slittare l’entrata in vigore (anche per i mancati accordi sull’entità degli aumenti). Ricordiamo che queste imposte sono derivate da una direttiva UE, che ogni Stato recepisce con l’applicazione di tariffe proprie. Pur non disponendo ancora della tabella con tutti i dati, sono comunque già trapelate sufficienti informazioni per stilare un quadro preliminare.

Gli aumenti riguardano soprattutto smartphone e tablet, una decisione che non lascia sorpresi, poiché si tratta dei prodotti attualmente più venduti. In percentuale il rincaro è assolutamente importante: le precedenti tariffe stabilivano un compenso di 0,90 Euro per gli smartphone e 1,90 Euro per i tablet. Il nuovo decreto, invece, stabilisce un sistema di tariffe modulari, con entità variabile a seconda del quantitativo di memoria installato.

Si parte da un minimo di 3 Euro per dispositivi fino a 8GB di memoria, arrivando fino ai 4,80 Euro per quantitativi oltre i 32GB. Uno srmartphone o tabelle da 16GB, taglio molto comune, sarà assoggettato ad un’imposta di 4 Euro. Per i computer si parla di 5,20 Euro, per memory card da 4GB di 0,36 Euro, per chiavette USB da 4GB di 0,40 Euro. Molto bassi i compensi per CD e DVD, rispettivamente 0,10 e 0,20 Euro (per i singolo strato): anche qui la motivazione è semplice e legata all’uso, o forse sarebbe meglio dire disuso, dato che si tratta di tipologie ormai sempre meno utilizzate.

Viene comunque sottolineato che le nuove tariffe italiane, pur decisamente rincarate, sono inferiori, rispetto a quelle in vigore presso altri Paesi europei: in Francia, ad esempio, uno smartphone da 16GB paga un’imposta pari a 8 Euro, mentre in Germania si sale addirittura a 36 Euro. Dubitiamo, però, che questo basterà a placare il malcontento: anche se il ministero sottolinea come non vi sia alcun incremento dei prezzi, a carico degli utenti, è facile prevedere che almeno una parte degli aumenti verrà scaricata dai produttori verso i consumatori.

Il Ministro ha istituito un tavolo tecnico per monitorare l’evoluzione e le tendenze del mercato, in modo da ottenere, entro 12 mesi, un quadro dell’applicazione delle nuove tariffe. L’aumento delle entrate, da parte della SIAE, finanzierà, in parte, la promozione di nuovi artisti. Critiche sono già pervenute da parte di Confindustria:

Un provvedimento ingiustificato che non riflette il comportamento dei consumatori e l’evoluzione delle tecnologie, non in linea con lo sforzo che il Paese deve compiere per sostenere l’innovazione digitale.

Gli italiani spendono 607€ all’anno per i propri cellulari

Children Using Smartphones

Quanto ci costano ogni anno i nostri smartphone? Circa 607€, almeno secondo un’indagine condotta da Facile.it. Non parliamo solo del costo del telefono in sé, ma anche del mantenimento: piani tariffari, offerte, abbonamenti e quant’altro spendiamo per la sopravvivenza del nostro Android (o chi per lui).

In ascesa le offerte in abbonamento, in particolare quelle che includono l’ultimo top disponibile, col quale farsi belli con gli amici, rateizzando così il pagamento nel corso di 24 mesi, a fronte di un risparmio medio di circa 150€. Conferme anche per le SIM ricaricabili, che coprirebbero l’80% del mercato.

 

Se v’interessa saperlo, magari “lo conoscete”, l’utente medio impegnato nella ricerca di un nuovo operatore telefonico ha mediamente 41 anni, è un maschio nel 59% dei casi, risiede al nord, consuma circa 0,93 GB al mese di traffico dati, ha una spesa familiare media di 705€ all’anno ed effettua 5 ore di chiamate al mese.

Vanno molto bene anche gli SMS, inviati in numero di almeno 4 al giorno, mentre altre statistiche interessanti riguardano coloro che hanno cercato una tariffa migliore su Facile.it: oltre uno su tre possiede più di un cellulare, il 17 % ha anche un tablet e il 6% ha adottato un operatore virtuale.

Voi in quale categoria rientrate, e soprattutto quanto spendete (più o meno) per il vostro smartphone ogni anno?

I prossimi telefoni potrebbero avere dei sistemi anti-clonazione integrati nel vetro

waveguide-sensor-in-iphone[1]

Il vetro del nostro smartphone è al momento un semplice strumento che ci permette di interagire con le funzionalità del dispositivo ed attraverso il quale guardare le immagini o eseguire delle funzioni con il semplice tocco, ma nulla al di fuori di questo.

Pare tuttavia che questa semplice tecnologia potrebbe essere interessata, fra qualche anno, a delle importanti innovazioni: i ricercatori  del Politecnico di Montreal hanno infatti sviluppato dei sensori posizionati sotto la superficie dei Gorilla Glass, quest’ultima una tecnologia utilizzata da molti dispositivi mobili, in grado di rilevare le modifiche della luce grazie ad una incisione tramite il laser (immagine in figura) di vere e proprie “waveguide” ottiche.

 

Considerato il fatto che siamo abituati a considerare il vetro come una semplice superficie trasparente, tali sensori potranno gestire operazioni mai tentate su alcun dispositivo di questa natura,  permetteranno ad esempio di rilevare le variazioni di luce ed utilizzarle ad esempio nel calcolo della temperatura o ancora permetteranno ai produttori di costruire vetri con un preciso modello ottico che renderebbe molto più difficile clonare un dispositivo ed il suo contenuto.

I vantaggi di questa tecnologia stanno principalmente nel fatto che trattandosi di fotoni, queste “waveguide” possono essere posizionate anche su più pile in uno stesso schermo senza oscurare l’immagine: da un certo punto di vista possiamo iniziare a parlare di elettronica trasparente, un concetto decisamente futuristico che si appresta a diventare realtà.

Al momento non ci sono conferme su di un prossimo utilizzo di tali sensori nei Gorilla Glass tuttavia il Politecnico di Montreal sembra essere orientato ad integrare la tecnologia in dei gadget che potrebbero essere prodotti entro un anno. Da qui alla possibilità per gli smartphone di adottare una tecnologia capace di rendere gli con schermi intelligenti come l’elettronica sotto, a nostro parere potrebbe mancare davvero poco.

Google introdurrà la possibilità di “uccidere” lo smartphone da remoto contro i ladri

android-dying

Due diverse fonti non collegate tra di loro, tra le quali è presente anche Bloomberg, hanno riportato che Google starebbe lavorando ad un interruttore per uccidere lo smartphone da remoto, che sarà presente nella prossima versione di Android.

Il suo funzionamento è molto simile a quello dell’attuale Android Device Manager, ma con qualcosa in più: in pratica, quando il nostro smartphone verrà rubato, potremo attivare questa funzionalità che cancellerà i dati e ripristinerà il dispositivo, solo che poi per sbloccarlo servirà la password del nostro account; senza, il telefono sarebbe solo un utile fermacarte.

 

Ciò potrebbe rientrare negli sforzi fatti da Google per adattare Android ai clienti business; speriamo di saperne di più già durante il che si terrà la prossima settimana.

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