Archivio di 11 maggio 2014

L’ABC di Android: Come aggiornare Android

aggiornamento final

Android è un sistema operativo che, come tutti, riceve aggiornamenti nel corso del tempo. Le varie applicazioni installate si aggiornano tramite Play Store, mentre l’aggiornamento del sistema stesso sfrutta un sistema chiamato OTA (over the air), che permette allo smartphone di scaricare direttamente l’aggiornamento per “sé stesso”, senza collegarlo ad esempio ad un PC. Tale update viene indicato anche come FOTA (firmware over the air), perché quello che andremo a scaricare è effettivamente un nuovo firmware Android che aggiornerà il precedente, in modo del tutto automatico.

Come si cerca la presenza di un aggiornamento – Al di là delle personalizzazioni all’interfaccia che i vari produttori possono apportare, il controllo per eventuali aggiornamenti di sistema si trova più o meno sempre nella stessa posizione. Andate nelle impostazioni, scorrete fino in fondo, o comunque fino a trovare la voce Info sul telefono / dispositivo, e cliccateci sopra. La prima voce che dovreste avere davanti sarà qualcosa del tipo Aggiornamenti software / Aggiornamenti sistema e cliccandoci sopra andrete in una schermata che potrà differire da dispositivo a dispositivo, ma che sostanzialmente vi consentirà di controllare manualmente la presenza di aggiornamenti.

Notate che Android controlla automaticamente e periodicamente da solo la presenza di eventuali update, ma se volete essere sicuri al 100% di avere l’ultima versione software disponibile, questo è l’unico modo.

 

Non cancellate i dati di Google Service Framework – Navigando online vi potrebbe inoltre essere capitato di imbattervi in un metodo per forzare l’aggiornamento di un dispositivo, che per un buon periodo di tempo veniva considerato valido, ma che invece è da evitare. Esso consiste nel cancellare i dati dell’app Google Service Framework, cosa che di solito favorisce il rilevamento dell’update, ma che può comunque andare ad alterare il normale comportamento di sistema, come spiegato da Dan Morrill, uno dei più noti ingegneri di Google al lavoro su Android.

Whats Cleaner App, eliminare i dati di WhatsApp dal cellulare

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Nonostante il fiorire di servizi alternativi e rivali, WhatsApp continua imperterrito ad aumentare il numero di utenti, aggiungendo anche nuove possibilità come i recenti messaggi vocali e, in futuro, anche lechiamate.

 

L’unico lato negativo di tutte queste possibilità è che, rispetto all’essenziale programma per messaggi che era all’inizio, adesso c’è il rischio che fra foto, video, messaggi vocali e quant’altro WhatsApp arrivi a occupare considerevoli quantità di spazio sul dispositivo, cosa non gradevole per device un con problemi di archiviazione.

Ecco quindi che in nostro aiuto arriva Whats Cleaner App, applicazione che con un’interfaccia immediata ci permette di selezionare e eliminare tutti i file generati da WhatsApp che non desideriamo conservare sul nostro telefono. Tramite un semplice elenco di tipologie di file, infatti, potremo decidere cosa conservare o no (in caso di immagini è anche presente un’anteprima accanto al nome) e rimuovere tutto l’indesiderato con il tasto “Remove Files“.

Un nuovo Nexus all’orizzonte: nome in codice Flounder con versione L di Android

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Ci stiamo avvicinando alla seconda parte dell’anno e con essa iniziamo anche i rumor sui nostri amati dispositivi Nexus (forse per l’ultima volta?); d’altronde fu lo stesso Sundar Pichai, una voce più che attendibile, a dirci di non aspettare nessuna novità in questo ambito per la prima parte dell’anno.

La scoperta è stata fatta dagli amici di Myce sul bug tracker di Chromium, da sempre uno dei primi posti in cui trovare le prime avvisaglie della presenza di nuovi dispositivi della famiglia Nexus o di nuove versioni di Android. Il dispositivo in questione ha nome in codice Flounder, che in italiano è una specie di sogliola, il che corrisponde con il fatto che tutti i Nexus hanno come soprannome un termine che identifica un pesce, mentre Volantis è il nome della ROM (un po’ come Grouper e Nakasi rappresentano sempre il Nexus 7 2012).

 

Che cosa esso sia però è una domanda a cui non sappiamo rispondere: difficilmente uno smartphone, perché comunque il Nexus 5 è relativamente giovane, più probabile l’ipotesi tablet, ma non abbiamo alcun elemento per sapere quanto grande (se da 7, 8 o 10 pollici).

La build è relativamente giovane (risale a due giorni fa) e alla voce ro.build.fingerprint troviamo la scritta “google/volantis/flounder:L/…”: quella L indica la versione di Android, che pare proprio essere la già sentita L release. Se andate a controllare il build.prop del vostro dispositivo troverete alla stessa voce un indicatore della release di Android che avete, alcune volte in lettere, spesso con il numero di versione completo.

Insomma, una nuova versione del robottino verde e un nuovo Nexus: non vediamo l’ora di saperne di saperne di più e siamo sicuri che nelle prossime settimane ci faremo un’idea più precisa al riguardo.

 

Flounder Nexus

 

Auto Finder, lo smartphone vi ricorda dove avete parcheggiato

auto finder head

Siamo pronti a scommettere che a ciascuno di voi, almeno una volta, è capitato di imbattersi in un problema: ricordare dove avevate parcheggiato l’auto! Auto Finder è l’applicazione che si propone di eliminare questo cruccio dalle proprie vite.

LEGGI ANCHE: Migliorare l’esperienza di guida con AutoSleeper

La promessa è molto semplice: in caso di necessità, potrete semplicemente estrarre dalla tasca il vostro smartphone, lanciare l’applicazione e vedere dove eravate l’ultima volta che siete scesi dall’auto. Auto Finder infatti non richiede nessun tipo di configurazione o azione per memorizzare il luogo dove avete parcheggiato: sfruttando il segnale GPS provvederà a studiare i vostri spostamenti in modo del tutto automatico.

Il programma si è comportato molto bene nei nostri test, e l’unico aspetto negativo che si può notare è che tenere accesa l’antenna GPS richiederà uno sforzo in più alla vostra batteria, sebbene l’app non sia particolarmente avida di consumi.

All’interno dell’applicazione qualche semplice ma utile opzione: oltre alla mappa per visualizzare il luogo del vostro parcheggio troverete un tasto per avviare la navigazione verso di esso, uno storico delle ultime localizzazioni e la possibilità di aggiungere delle note ai posti, magari per ricordare meglio qualche dettaglio. Molto comoda anche anche la possibilità di aggiungere un timer al luogo, che vi segnali la scadenza del parcheggio a pagamento o del disco orario.

Auto Finder è disponibile in modo completamente gratuito, con all’interno dell’app l’opzione per effettuare delle donazioni allo sviluppatore, che promette che qualunque funzione premium rilasciata in futuro sarà gratuita per i sostenitori. A seguire screenshot

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