Archivio di 12 aprile 2014

Un nuovo malware Android effettua operazioni di mining in background

Android Malware

Quello della sicurezza è uno dei problemi ricorrenti di Android e non a caso ne abbiamo più volte parlato su queste pagine: l’ultimo capitolo di questa storia porta il nome di ANDROIDOS_KAGECOIN.HBT, un nuovo malware in grado di effettuare operazioni di mining in background (per chi non sapesse cosa fosse può trovare le informazioni sulla pagina Wikipedia dedicata a Bitcoin).

Ciò comporta nel breve periodo un consumo di batteria molto più alto dal momento che queste operazioni sfruttano al massimo per il maggior tempo possibile la CPU, e nel lungo periodo una durabilità inferiore del nostro dispositivo. Questo malware si troverebbe particolarmente all’interno di apk di applicazioni famose piratate, nelle quali i malintenzionati possono inserire facilmente codice malevole usufruendo della pirateria per la diffusione.

 

Il nostro consiglio come sempre è di scaricare applicazioni solamente dallo store di Google o da fonti fidate, nonostante questo malware sembra essere riuscito ad entrare anche su Google Play, ma fortunatamente pare che sia già stato rimosso.

Un nuovo sistema di sicurezza è in grado di riconoscervi da come toccate il vostro display

LG Nexus 5 08

Per evitare che altre persone utilizzino il nostro smartphone senza il nostro consenso possiamo impostare un PIN di sblocco, una sequenza, impronte digitali (se supportate dal dispositivo) o molti altri modi, ma che succede se il malintenzionato riesce a bypassare questa misura di sicurezza?

A questa domanda rispondono alcuni ricercatori dell’università della Georgia (USA) che hanno sviluppato un software in grado di apprendere il modo in cui eseguite swipe, gesture e tap sul display del vostro dispositivo in modo da bloccarlo in caso non siate voi ad utilizzarlo. Potranno essere impostati più utenti a cui è consentito fare uso del dispositivo e questi account saranno limitati o meno a seconda di chi lo usa, evitando così che vostro figlio faccia spese pazze su Google Play.

 

 

Per il momento l’app sembra promettente dato che ha avuto una precisione del 98% su telefoni e 97% su tablet, il che è un ottimo successo se si pensa che è solo una versione di prova per il momento e dunque deve essere raffinata ulteriormente, ma chissà se in futuro avremo questa funzionalità implementata sui nostri smartphone.

CyanogenMod in arrivo per One (M8)

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Era da un po’ di tempo che CyanogenMod non ci deliziava con l’immagine in anteprima di uno dei modelli non ancora supportati, e considerando che Xperia Z2 e Galaxy S5 non sono ancora realtà commerciali, non poteva che toccare adHTC One (M8).

Quello che vedete ritratto in foto è infatti l’ultimo top di gamma della casa taiwanese, con una versione “unofficial” di CM 11, segno che ancora non siamo proprio pronti per lenightly ufficiali.

 

In ogni caso, visto che l’immagine è stata volontariamente pubblicata, immaginiamo che non manchi molto, ma la prima regola di CyanogenMod, ormai lo saprete, è di non chiedere tempi di rilascio, pertanto non lo faremo ed aspetteremo pazientemente.

Certo è che, per quanto valida sia l’esperienza CM, ciò significa anche rinunciare alla blasonata Sense 6.0 e a tutte le funzioni della fotocamera che porta in dote: voi lo fareste?

I firmware custom arrivano anche sui Glass, per ora a scopi medici e industriali

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Di modding per i Google Glass non ne parliamo molto, ma quelli che vi proponiamo oggi meritano senz’altro attenzione, perché hanno scopi ben precisi e potenzialità inespresse ancora elevate.

Abbiamo sempre detto infatti che gli attuali Glass sono ideali per persone “straordinarie”, piuttosto che per il comune cittadino: per chi compie lavori particolari, come quello medico, ma non solo, e Google stesso sembra particolarmente favorevole ad utilizzi in questo senso dei suoi occhiali smart.

LEGGI ANCHE: La leggenda degli occhiali straordinari

Wearable Intelligence è un’azienda che ha realizzato, ad esempio, un intero firmware per i Glass da impiegare in ambito medico, che a quanto pare ha già contribuito a salvare una vita, durante il suo periodo di sperimentazione, consentendo al medico di avere a colpo d’occhio informazioni sulle allergie di un paziente con emorragia cerebrale.

Non solo: sempre la stessa Wearable Intelligence ha realizzato un ulteriore firmware, completamente diverso dal primo, da impiegare in vari ambiti industriali, per aiutare i lavoratori, anche da remoto, e fornire informazioni “context-aware“, utili anche per la sicurezza.

Si potrebbe pensare che basterebbero delle applicazioni ad-hoc, anziché un intero firmware, ma probabilmente non sarebbe molto comodo avere una timeline invasa di informazioni social in mezzo ai dati dei pazienti. Tutto questo, forse, nel prossimo futuro dei Glass.

 

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